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15 dicembre 2017

Spettacoli

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06.10.2017

«Veramente» credibile, semplicemente Venuti

Mario Venuti: il suo ultimo album si intitola «Motore di vita»
Mario Venuti: il suo ultimo album si intitola «Motore di vita»

La rivoluzione non è copernicana, ma poco ci manca. Il cantautorato italiano, quello duro e puro, entra nei templi dello shopping. Strano accostamento? Un po'. Ma il mondo va così, e Mario Venuti non è uomo schizzinoso, dietro i muscoli e la t-shirt nera stretta. Il palco c'era, come in ogni concerto. La differenza sta nel contorno: il centro commerciale Freccia Rossa. Dove l'artista catanese si è esibito ieri sera, per il primo appuntamento della rassegna «Note e colori a Freccia Rossa», davanti a un centinaio abbondante di appassionati circa: chi affacciato in balconata, chi seduto comodamente al bar con l'ultimo drink del giovedì, chi sotto il palco, ovviamente. Ripagati da un set costruito intorno all'ultimo album, «Motore di vita». E aperto dall'intro «Conservare in luogo fresco», gradevole esperimento di parole, marcatamente pop, che traccia la rotta poetica del lavoro e della serata.

L'INCURSIONE nel passato di «Microclima» e «Qualcosa brucia ancora» è, più che altro, una parentesi nel percorso dell'ex Denovo, che prosegue privilegiando materiale nuovo. In particolare la titletrack «Motore di vita», e quindi l'intermezzo al piano di «Lasciati amare», serenata pescata da tempi lontani, seguita dalla delicata «Un altro posto nel mondo».

Vive in un universo di mezzo il Venuti del 2017, e ci riesce discretamente bene. Non è da tutti far collimare sezioni sonore raffinate e spunti di scrittura decisamente più nazional-popolari, risultando credibili. A maggior ragione dovendo ricalibrare le dosi dopo un trentennio di carriera. In mezzo alla serata spicca «Non è peccato», brano datato – l'anagrafe musicale lo colloca nel 2005 –, ma rispolverato in versione moderna. Con azzeccato accostamento a «Tutto questo mare», pezzo dal sapore brasiliano che sa di reminiscenza d'inizio carriera, con tanto di dichiarazione programmatica: «È naturale che il mare entri nelle canzoni dei cantautori, soprattutto in quelli del sud: l'Italia ne è circondata per l'80%». Sul finale altre portate godibili: «Crudele», Caduto dalle stelle», il classicone «Veramente». Che assomiglia a un'affermazione, non più di domanda: la canzone d'autore può entrare anche in un centro commerciale.J.MAN.

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