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17 agosto 2018

Spettacoli

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13.02.2018

«Verdi legge Verdi» Educazione inedita all’intrattenimento

Massimiliano Finazzer Flory: regista e interprete di «Verdi legge Verdi», questa sera a Brescia
Massimiliano Finazzer Flory: regista e interprete di «Verdi legge Verdi», questa sera a Brescia

«Verdi legge Verdi» è uno spettacolo diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory, con Yuna Saito al pianoforte, che fa tappa questa sera alle 20.30 al Salone Da Cemmo del Conservatorio nell’ambito di un tour regionale che promuove l’Anno della Cultura in Lombardia e in Italia nel nome di Giuseppe Verdi, e che è programmato non solo nei Conservatori lombardi ma anche nella Scuole Civiche e nei luoghi d’arte; una serata in collaborazione con la Regione Lombardia, l’Accademia del Teatro alla Scala e col patrocinio della Casa di Riposo Giuseppe Verdi di Milano. Un progetto inedito, che vuol unire l’intrattenimento con l’educazione: Massimiliano Finazzer Flory in questo suo lavoro interpreta in prima persona la figura di Giuseppe Verdi, utilizzando anche uno straordinario make-up. «Verdi legge Verdi» è un racconto in nove episodi intervallato dall’esecuzione al pianoforte dei brani più celebri del Cigno di Busseto, che racconta la sua vita a partire dall’infanzia. Il titolo scelto allude ai grandi autori amati da Giuseppe Verdi, in particolare ad Alessandro Manzoni e ai suoi Promessi Sposi. IL RACCONTO parte dalla famiglia di Giuseppe Verdi per passare poi alla prima spinetta, alla sua formazione musicale e al Conservatorio. Ma molte sono anche le riflessioni ad esempio sul suo rapporto con la musica e con Richard Wagner, con i librettisti come Piave e Boito. E poi la relazione di Giuseppe Verdi con i grandi della letteratura a cominciare da quello con William Shakespeare, da cui prenderà i soggetti per capolavori come Otello, Macbeth e Falstaff. Sarà presente anche il mondo dell’opera e non solo quello «ufficiale», ma anche quello che accadeva dietro le quinte in un periodo in cui la musica di Verdi diventò, a partire dal Nabucco, anche un fatto politico e patriottico in un’Italia ancora dominata dagli austriaci. Non mancheranno quindi anche i rapporti di Giuseppe Verdi con Milano e poi con l’Italia ormai unita, e la sua esperienza di deputato. Anche la scaletta di Yuna Saito al pianoforte è particolarmente nutrita, ovviamente con trascrizioni per pianoforte dalle partiture operistiche verdiane come il Preludio dalla Traviata e «Ella giammai m’amò» dal Don Carlo, «Dio mi potevi scagliar» da Otello, la Sinfonia del Macbeth e quelle della Forza del Destino e di Aida. Non potrà mancare la trascrizione del celebre coro «Va’ pensiero» dal Nabucco, ma anche «La donna è mobile» da Rigoletto; e pezzi non operistici come il «Lacrymosa» e il «Dies irae» dal Requiem. Per terminare col capolavoro scritto ormai in tarda età, il Falstaff tratto dalle Allegre Comari di Windsor di Shakespeare e del quale verrà eseguita da Yuna Saito la morale finale di «Tutto nel mondo è burla». Dopo l’appuntamento di stasera al Da Cemmo il tour di «Verdi legge Verdi» proseguirà il 16 febbraio al Teatro Sociale di Como, poi al Conservatorio «Franco Vittadini» di Pavia, al Conservatorio «Giacomo Puccini» di Gallarate; infine a Lodi, Lecco e Mantova. Stasera l’ingresso è gratuito; prenotazione obbligatoria a produzioneartistica@conservatorio.brescia.it o allo 0302886700 della segreteria del Conservatorio di Brescia. •

Luigi Fertonani
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