Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 novembre 2017

Spettacoli

Chiudi

20.10.2017

L’inconsistenza
dell’Europa senza
l’ombra del sacro

Lo scrittore Roberto Calasso, 76 anni
Lo scrittore Roberto Calasso, 76 anni

I libri di Roberto Calasso parlano, spesso fin dal titolo, fin dall’immagine della copertina (con la sigla Adelphi lo scrittore è anche editore dei suoi libri) di antiche divinità, di rovine di monumenti risalenti a tempi remotissimi, di artisti di un passato più o meno lontano, ma recano sempre, nelle loro pagine dotte e appassionanti, richiami al nostro presente e a tante eredità che, provenienti dal passato, il presente ha colpevolmente smarrito o conservato solo come inerti archivi di polverosa erudizione.

Questo «L’innominabile attuale», arrivato ora in libreria (pp. 190, 20 euro), ha un titolo composto di due termini alludenti decisamente («attuale») e criticamente («innominabile») al presente; e non sarà senza significato che l’illustrazione di copertina riprenda un particolare – l’allegoria del continente Asia – di quella visionarie immagini che due secoli e mezzo fa Tiepolo affrescò sulle pareti della Residenza imperiale di Würzburg. Insomma, anziché il passato per parlare anche del presente, il presente per parlare del passato.

Il nostro presente – dice Calasso – è il tempo di una desolante inconsistenza: la massiccia secolarizzazione impostasi nel Novecento ha portato all’affermarsi del modello costituito da quello che lo scrittore chiama «homo saecularis» ed ha oggi cancellato ogni traccia di divino, di sacro: la società degli uomini non ha altro riferimento che a se stessa e brucia il positivo che poteva essere contenuto nella tensione illuministica verso la libertà.

«Il secolarismo si definisce per via negativa, in quanto ignora e esclude da sé ciò che è il divino, il sacro, gli dei o l’unico dio». Questo vuoto che si nutre solo di se stesso, questo desolato esito finale è riassunto così: «Negli anni fra il ’33 e il ’45 (dunque dall’avvento al potere del nazismo alla fine della seconda guerra mondiale) il mondo ha compiuto un tentativo di autoannientamento, parzialmente riuscito. Quello che venne dopo era informe, grezzo e strapotente. Nel nuovo millennio, è informe, grezzo e sempre più potente».

A quegli anni 1933-1945 Calasso attribuisce un ruolo tragicamente determinante nel cammino verso «l’innominabile attuale», tanto che, in una sessantina di pagine allegate come non trascurabile appendice al corpo del libro, riporta una serie di citazioni da testi e testimonianze di scrittori, poeti, pensatori, politici significative della percezione di quel tempo come tragico cammino verso qualcosa di innominabile.

Informe e grezzo, secondo Calasso, questo presente, perché la società secolare, ignorando il sacro («il brivido del numinoso», lui dice), trasforma se stessa in unico oggetto da adorare e, in tale condizione, accadono «i peggiori disastri». Nella società odierna c’è un male agghiacciante: il terrorismo di matrice islamica. E Calasso ci conduce in un articolato percorso dal presente al passato per mostrare la forma corrotta del senso sacro del sacrificio nei tragicamente cruenti attentati di questi nostri anni nelle città d’Europa: dal terrorismo con sacrificio significante al terrorismo con sacrificio privo di significato, eseguito per un «committente» che non è il divino, ma il caso.

E ancora, al di là del terrorismo islamico, le tante altre lotte e guerre o mezze guerre che rendono lividi i tratti del paesaggio mondiale dell’homo saecularis somigliano, forse, alle lotte e guerre del passato: con la differenza, però, che gli eserciti che si scontravano nelle guerre di religione erano accompagnati dall’ombra di non materiali eserciti di teologie e liturgie, mentre ora teologie e liturgie sono sparite, il sacro non proietta la sua ombra sul povero orgoglio del mondo secolarizzato, dominato dalla sovrabbondanza dell’informazione telematica, che non è vera conoscenza.

Disperata l’Europa odierna? Forse non del tutto, se Calasso crede possibile che un turista d’oggi, entrando al British Museum di Londra e soffermandosi nella sala del Monumento delle Nereidi (colonne, rilievi e statue femminili provenienti dall’Asia Minore), senta la differenza di quella morbidezza rispetto alla rigidità delle contigue opere assire e avverta, in quella differenza, l’Europa. L’ombra del sacro dovrebbe non essere assente alle spalle di quel turista europeo.

Giulio Galetto
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok