21 febbraio 2019

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22.12.2018

Settant’anni da sex symbol Tanti auguri a Edwige Fenech

Edvige Fenech, qui in una foto di una decina di anni fa, compie 70 anni
Edvige Fenech, qui in una foto di una decina di anni fa, compie 70 anni

ROMA È stata la regina della commedia sexy, oltre che attrice simbolo di un’epoca. Poi produttrice e conduttrice televisiva: Edwige Fenech compie 70 anni dopodomani, alla vigilia di Natale. Nata ad Annaba, nell’allora Algeria francese, nel 1967 partecipa a un concorso di bellezza. Pur non vincendo viene notata da un talent scout che le propone di girare in Italia, da protagonista, il film Samoa, regina della giungla. Si trasferisce quindi in Italia con la madre. Ma è tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 che si rivela recitando in film del genere giallo in voga in quegli anni. Lì inizia un duraturo sodalizio soprattutto con il regista Sergio Martino, con titoli quali Lo strano vizio della signora Wardh, che la fanno diventare un’icona del giallo erotico. La sua consacrazione avviene però nel 1972 quando è protagonista di Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda di Mariano Laurenti, pellicola divenuta un film di culto, come il successivo Giovannona Coscialunga disonorata con onore. Da allora per circa un decennio è protagonista della cosiddetta commedia sexy all’italiana. Il suo primo nudo integrale sul grande schermo risale al 1976, nel film La pretora, diretto da Lucio Fulci. Posa più volte nuda per l’edizione italiana di Playboy. Passata la stagione cinematografica, negli anni 1980 partecipa alle edizioni dei programmi Ric e Gian folies, trasmesso nel 1983 su Italia 1, Bene, bravi, bis (1984, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia), vincitore del Telegatto, e all’edizione 1985 di Risatissima insieme a Lino Banfi e Paolo Villaggio. Debutta in teatro nel 1985 con Giuseppe Patroni Griffi, poi passa a condurre su Rai 1 Sotto le stelle (1986), Immagina (1987 e 1988), Carnevale (1988), Palcoscenico Italia (1988), Sulla cresta dell’onda (1989), Un tesoro di capodanno ma l’affermazione arriva con l’edizione 1989-90 di Domenica in sotto la direzione di Gianni Boncompagni. Presenta il Festival di Sanremo 1991, insieme ad Andrea Occhipinti e a partire dagli anni 1990 incomincia a occuparsi a tempo pieno di produzione televisiva e cinematografica attraverso la sua società Immagine e cinema. •

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