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24 novembre 2017

Spettacoli

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27.10.2017

Ambra con la guerra
dei Roses conquista
il pubblico dell’Odeon

Il pubblico che ha riempito il teatro Odeon di LumezzaneAmbra Angiolini nell’interpretazione di Barbara ne «La Guerra dei Roses»: applausi a scena aperta
Il pubblico che ha riempito il teatro Odeon di LumezzaneAmbra Angiolini nell’interpretazione di Barbara ne «La Guerra dei Roses»: applausi a scena aperta

Un brivido di piacere. Perché senza brivido ci si diverte poco: è il segreto di ogni spettacolo, più o meno dalla notte dei tempi. Lo sapeva bene Warren Adler, che ha scritto La Guerra dei Roses, testo allergico alle mode per la sua duplice, intrigante chiave di lettura: un po’ pink, un po’ noir.

Più rosa era il film di Danny De Vito con Kathleen Turner e Michael Douglas. Più scura la commedia portata in scena ieri sera a Lumezzane dal cast di Filippo Dini, con una magnifica Ambra Angiolini a duettare-duellare col bel tenebroso Matteo Cremon.

Non poteva esserci battesimo del fuoco migliore per la diciannovesima stagione dell’Odeon. Tutto esaurito, entusiasmo palpabile come l’attesa quando si alza il sipario. La Guerra dei Roses ha un appeal mondiale, da classico della commedia che avvince. E inaugurare il cartellone lumezzanese è per Ambra un traguardo importante, una tappa di avvicinamento ai palcoscenici della città che da tanti anni l’ha adottata (i primi contatti con Camilla Baresani, presidente del Ctb, sono già stati avviati).

LO SPETTACOLO è affascinante nel suo precipitare verso gli inferi annunciati fin dal principio, in un saliscendi che stravolge volti e valori di una moglie e un marito nella quale ogni coppia - almeno una volta nella vita - può essersi identificata. Jonathan avvocato americano rampante come il più volgare degli yuppie, con la sua Ferrari e i suoi vini. Barbara con il suo desiderio di emancipazione che si traduce in un’impresa di catering, col sogno di soddisfare il palato di un ambasciatore greco e dei suoi ospiti. E gli avvocati divorzisti, la ginnica dell’odio Thurmont (Emanuela Guaiana, non sicurissima ma efficace) e l’irresistibile Goldstein (Massimo Cagnina, un mattatore). Goldstein come il manager dei primi Guns ’n’ Roses, evocati da Ambra alla vigilia commentando la reazione da stadio, del pubblico delle prime teatrali di questa Guerra.

Ed è così. Applausi a scena aperta per un’Angiolini che si trasfigura nella metamorfosi inquietante della sua Barbara. Gioca in casa e il pubblico l’acclama. «Lo sapevo che sarei stata accolta benissimo… Un’emozione immensa potermi esibire davanti al pubblico bresciano - dice Ambra - con un testo in cui credo tanto. Volevo lavorare con Filippo Dini, il risultato mi riempie di gioia». Ed è stato un giovedì da incorniciare per l’attrice dai natali romani, da ieri sera nei cinema di tutta Italia con «Terapia di coppia per amanti», al fianco di Pietro Sermonti e Sergio Rubini con la regìa di Alessio Maria Federici.

Gian Paolo Laffranchi
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