Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 giugno 2018

Spettacoli

Chiudi

01.03.2018

Buffa, la rissa nella giungla che fece la Storia

Un’immagine di Federico Buffa che stasera è Manerbio FOTO BRENZONI
Un’immagine di Federico Buffa che stasera è Manerbio FOTO BRENZONI

Silenzio, parla l’Avvocato. Cantore moderno di eroi contemporanei - e chi meglio degli sportivi per fare breccia anche nel cuore dei giovani? - Federico Buffa si è presentato martedì sera all’Odeon di Lumezzane con il suo «A Night in Kinshasa». Ali vs Foreman: l’Africa nera della dittatura di Mobutu da una parte e il Black Power statunitense dall’altra, simboleggiate da quel «Rumble in the Jungle», quella storica «rissa» nella giungla voluta il 30 ottobre 1974 dal dittatore nel cuore della capitale dello Zaire per il titolo mondiale dei pesi massimi: c’è tutto e molto altro nella ricostruzione storica, culturale e «nazionalpopolare» di Buffa, che ha il merito di rendere fruibile al pubblico storie, aneddoti e concetti sulla carta non sempre «affascinanti». Troppa roba tutta insieme? Assolutamente no. Le parole dell’Avvocato passano dalla schiavitù al Vietnam, fino al Watergate e a Barack Obama in maniera talmente naturale che i 90 minuti di narrazione (più simili a una partita di calcio che ad un match pugilistico) trascorrono rapidamente senza perdere il ritmo, nel silenzio della platea che solo al termine si scioglie in convinto applauso. Al centro del quadrato - non solo virtuale ma ricreato con riflettori e corde - il duello tra Ali e Foreman. «Campione del popolo» il primo, odiato dal pubblico locale praticamente dal suo arrivo il secondo. In questo, non una grande idea da parte di Foreman scendere dalla scaletta dell’aereo facendosi precedere da un pastore tedesco, la stessa razza di cane che i belgi (il Congo era una loro colonia prima di diventare Zaire) usavano per le loro spedizioni punitive… A entrare nella mitologia anche il grido «Ali bomaye!» («Ali, uccidilo!») urlato dalla folla e rievocato con le registrazioni originali. Buffa «affabula» come suo solito la platea, permettendosi anche qualche incursione «canterina» e accennando passi di danza, contrappuntato dagli eccellenti Alessandro e Sebastiano Nidi (pianoforte e percussioni). Scelta stilistica non casuale: da un lato i tamburi africani, dall’altro il pianoforte simbolo del sound made in Usa. Teatro, musica e immagini: format ormai collaudato nelle «Storie» dei campioni sportivi raccontate da Buffa su Sky e che si conferma vincente anche come «One man show» dal vivo. UN «INTRATTENERE informando», che sembra uno slogan pubblicitario ma che rappresenta perfettamente lo spirito di quello che è andato in scena a Lumezzane. •

Alessandro Faliva
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok