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24 novembre 2017

Spettacoli

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30.07.2017

Carmen nell’essenzialità del vuoto

Una scena del balletto Carmen, in programma stasera al Vittoriale di Gardone Riviera
Una scena del balletto Carmen, in programma stasera al Vittoriale di Gardone Riviera

È Michele Satriano, come Don Josè, il protagonista del Balletto «Carmen» di Amedeo Amodio sulla celebre musica di Georges Bizet, questa sera alle 21 nel teatro all’aperto del Vittoriale di Gardone Riviera: Davide Dato, previsto in un primo tempo, è stato vittima di un infortunio e sarà quindi sostituito appunto da Satriano, danzatore solista del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma e che sarà in palcoscenico con Alice Firenze, ballerina solista dell’Opera di Vienna, ovviamente nel ruolo di Carmen.

IL BALLETTO in due atti, presentato da Daniele Cipriani Entertainment, è inserito nel Festival del Vittoriale Tener-a-mente e i prezzi dei biglietti vanno dai 35 euro per la poltronissima ai 23 euro per la gradinata non numerata.

Il lavoro di Amodio, tratto dal racconto di Prosper Merimée, si avvale delle scene e dei costumi di Luisa Spinatelli e dell’adattamento e degli interventi musicali originali di Giuseppe Calì, mentre Maître de Ballet è Stefania di Cosmo. Oltre a Michele Satriano e Alice Firenze nei due ruoli principali danzano Marco Lopresti per il personaggio del torero Escamillo e Valerio Polverari come Ufficiale. In scena pure i militari e le sigaraie con Elisa Aquilani, Emilio Barone, Andrea Caleffi, Sergio Chinnici, Valentina Chiulli, Umberto De Santis, Susanna Elviretti, Marco Fagioli, Ilaria Grisanti, Noemi Luna, Valerio Marisca, Giulia Neri e Dennis Vizzini.

Il balletto è ovviamente una rivisitazione dell’opera di Bizet: Carmen agisce nello spazio vuoto di un palcoscenico in cui i tecnici hanno appena smontato le scene dopo la conclusione del melodramma. Uno spazio astratto che consentirà ad Amedeo di esprimere, attraverso forme e colori, l’essenza della sua visione poetica con le figurazioni che la danza suggerisce.

IL SUPPORTO scenografico del lavoro è dunque affidato all’essenzialità del vuoto che acquista significato solo nelle sequenze dell’azione coreografica. In questo contesto, sarà per puro caso che Don José incontra Carmen, che sarà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte. Durante lo svolgimento del racconto la scena si svuoterà gradualmente fino a rimanere completamente scarna e desolata nel finale.

Michele Satriano, il Don Josè della serata al Vittoriale, si è diplomato nel 2009 alla Scuola di Ballo della Scala di Milano sotto la direzione di Frédéric Olivier. Sempre nel 2009 è entrato a far parte dello Zürich Ballet e l’anno successivo si è unito al Tulsa Ballet negli Stati Uniti, prima di entrare nel Corpo di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino dove ha interpretato ruoli da solista e primo ballerino in balletti come La Sylphide, Six Dances di Kylian e Steptext di Forsythe, come partner di Sylvie Guillem.

Luigi Fertonani
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