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giovedì, 14 dicembre 2017

Con La Stanza del culto teatrale
rivive «la commedia dell’arte»

Eugenio De’ Giorgi: atteso con il «Mistero buffo» di Dario FoConferenza in Loggia per la presentazione della decima rassegna (BATCH)

Ha messo solide radici nel panorama teatrale bresciano la «Rassegna di Commedia dell’Arte», giunta quest’anno alla decima edizione. La proposta viene ancora una volta dal Cut «La Stanza», che - come afferma la direttrice artistica, Maria Candida Toaldo - «ha tra i suoi compiti anche quello di tenere viva una nostra tradizione teatrale che, oggi, ha forse più estimatori all’estero che in Italia».

La Rassegna, presentata ieri in Loggia dalla vice sindaco Laura Castelletti, dal direttore del Ctb e dai responsabili del Cut, propone 4 spettacoli che saranno ospitati al Santa Chiara, 3 laboratori/itinerari ed avrà a primavera un secondo momento in Castello con altri 3 spettacoli e varie performance di mimo.

IL MOTTO scelto per questa edizione è «Giullari e Alichini castigant ridendo mores». L’idea è che la Commedia dell’Arte non sia solo espressione di una comicità evasiva, ma, col suo linguaggio, sia strumento che consente di affrontare temi come l’ospitalità, l’emarginazione, la politica, il sacro e di riflettere sul nostro modello di società.

Il primo appuntamento teatrale sarà lunedì 9 ottobre, alle 20.30 al Santa Chiara, con «Mistero buffo» di Dario Fo, ripreso e interpretato da Eugenio de’ Giorgi che è considerato l’erede spirituale del Premio Nobel. «Mistero Buffo» è lo spettacolo più conosciuto di Dario Fo che ha usato l’ìronia, il sarcasmo e la libertà dei giullari per mettere alla berlina i bigotti e tutti i “tartufi” della terra. Seguirà mercoledì 11 ottobre «Pantalone impazzito, ovvero fuga da Venezia», di e con Eleonora Fuser con la collaborazione di Giorgio De Marchi. Il lavoro esplora tutte le sfumature della maschera di Pantalone, in un gioco d’incastri che coinvolge anche le altre maschere della Commedia dell’Arte, e ci parla di Venezia, un tempo bellissima ed oggi scivolata nella mediocrità e nella decadenza.

Venerdì 13 ottobre è previsto «Alichin di Malebolge», uno spettacolo creato da Enrico Bonavera in previsione del Festival che si terrà a Ravenna nel 2021 in occasione delle Celebrazioni Dantesche. Alichino è infatti un diavolo dei Malebranche che Dante incontra nel XXI canto dell’Inferno e che si ritiene sia all’origine della maschera di Arlecchino: Enrico Bonavera lo immagina fuori dall’Inferno in un viaggio avventuroso con una compagnia di attori vagabondi.

Si chiude martedì 17 ottobre, sempre al Santa Chiara ma alle 17.30, con una conferenza spettacolo su «Dante, all’inferno e ritorno», affidata ad Andrea Canova con l’intervento degli attori del Cut. Tre gli itinerari teatrali che saranno ospitati nello Spazio Teatro dell’Università Cattolica in via San Martino della Battaglia: il 14-15 ottobre Enrico Bonavera terrà un laboratorio sull’improvvisazione verbale nella tradizione della Commedia dell’Arte; ad aprile Maria Candida Toaldo e i docenti del Cut affronteranno le diverse tecniche attoriali; a maggio Elena Serra condurrà un laboratorio sul mimo.

I laboratori sono aperti a tutti gli interessati, informazioni ed iscrizioni alla Formazione Permanente dell’Università Cattolica (0302406504). A primavera verrà riproposto «In Castello e dintorni» con un programma che verrà comunicato in seguito.