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24 settembre 2018

Spettacoli

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05.03.2018

In scena con Maria, Merini, Magnificat: «Poesia che fa luce»

«Magnificat» al Teatro Sociale: Arianna Scommegna recita, Giulia Bertasi suona FEDERICO BUSCARINO
«Magnificat» al Teatro Sociale: Arianna Scommegna recita, Giulia Bertasi suona FEDERICO BUSCARINO

Il canto mistico come un dialogo lirico. Poesia e musica che si sfiorano, toccano, abbracciano. «Parole come incise nella pietra, eppure vivissime», dice Arianna Scommegna. A lei il compito di portare in scena questa sera «Magnificat»: dalle 20.30, al Teatro Sociale, per la rassegna «Brescia contemporanea» firmata Ctb (sostenuta da Fondazione Asm e Gruppo A2A). La produzione Teatro De Gli Incamminati - deSidera Teatro nasce dal testo edito da Frassinelli di Alda Merini, poetessa degna di essere ricordata se mai ce n’è stata una negli ultimi cinquant’anni. Andata incontro alla Madonna, sulla strada della sua arte a volte capricciosa ma sempre ispirata, per scoprirne il lato materno. Una Maria donna, femmina, umana creatura. «SUL PALCO c’è una donna con le sue fragilità - sottolinea Scommegna -. E per me questa possibilità è un grande onore, un vero regalo. Adoro Alda Merini, come la sua poesia che mi accompagna da anni. Magnificat fa il bene dell’umanità e fa felice me, per questo sono molto grata agli Incamminati. Hanno reso realtà il sogno di uno spettacolo basta su una raccolta di scritti, fra gli ultimi di Alda. Poesie riassemblate secondo un ordine cronologico. Parlano in prima persona, parlano di Maria, dall’Annunciazione alla Resurrezione del figlio, seguendo un filo narrativo temporale. Unendole ha preso corpo una scrittura drammaturgica a sé stante, come un monologo di Maria, che parla anche in terza persona. Ci sono piani diversi e il carattere dell’autrice è molto presente. La poesia è il figlio che lei partorisce e andrà per il mondo a salvarlo al di là di lei stessa». L’AMMIRAZIONE di Arianna Scommegna per Alda Merini ha un punto di partenza preciso: «Era venuta per un incontro con gli studenti alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi quando la frequentavo. Era un incontro post-lezioni, facoltativo. Io sono andata, volevo. Avevo vent’anni. Fu una folgorazione: amore vero. Sapevo chi fosse già prima, ma non la conoscevo veramente. Averla ascoltata raccontare la sua storia, leggere la sua poesia, così generosa e materna... Fu splendida. E non era sempre così disponibile! Quella giornata fu speciale. La ricordiamo in tanti, con commozione: era entrata nei cuori di noi ragazzi presenti e non n’è mai uscita. Ai suoi funerali in duomo c’eravamo tutti. L’abbiamo salutata come una guida spirituale, ed è ancora presente, viva dentro di noi. E io oggi posso testimoniare che quando ti avvicini a un simile talento è così densa la poesia, così grande la forza, che in qualche modo si accendono di luce le cose che stanno intorno. Mi era capitato anche leggendo certi poeti. Per questo penso che imparare a memoria le poesie faccia bene all’anima». Al fianco di Arianna Scommegna, con la regìa di Paolo Bignamini, ci sarà la fisarmonicista Giulia Bertasi: «Straordinaria... La sua musica non sarà solo un accompagnamento. Dialogheremo, le note mi aiuteranno a rendere omaggio a un’opera dal peso specifico così significativo. Sono contenta di proporla a Brescia, città alla quale sono affezionata. Qui c’è un pubblico fedele, attento, abituato al teatro. Quando reciti, riesci a coglierne il respiro». •

Gian Paolo Laffranchi
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