17 febbraio 2019

Spettacoli

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09.02.2019

«Io e Bette Davis: coincidenza e sfida»

Laura Curino: attrice, regista
Laura Curino: attrice, regista

Difficile scordarsi la maschera in declino di Margo Channing in «Eva contro Eva», o l’estrema follia di Jane Hudson in «Che fine ha fatto Baby Jane?». Caratteri femminili entrati nella storia del cinema grazie all’interpretazione di Bette Davis, tra le icone più incisive del cinema americano di ogni tempo. Oggi quel mito torna alla ribalta con «Io e Bette Davis», sul palco del Teatro Sancarlino oggi alle 16.30, primo dei sei appuntamenti di Teatro Aperto, rassegna del Ctb dedicata alla drammaturgia contemporanea straniera, con la direzione artistica di Elisabetta Pozzi. Attraverso la voce e il coordinamento registico dell’attrice torinese Laura Curino nei panni della diva, accanto a Franca Penone nel ruolo di Liz, nel teatro cittadino prenderà vita il testo scritto da Elizabeth Fuller sulla bizzosa divinità del mondo dello spettacolo, e sul suo riflesso sulla vita della gente comune. «Elisabetta Pozzi sa selezionare testi poco noti ma di grande interesse - spiega Laura Curino -. Quando mi ha chiesto di partecipare a questo progetto ho subito accettato, anche per un fatto buffo: nel bar sotto casa mia c’è un anziano signore molto colto, appassionato di cinema e opera, che da anni mi chiama Bette Davis. Così ho pensato con un sorriso a questa coincidenza». Una sfida, un corpo a corpo tra l’attrice e la diva. «Non voglio addormentarmi sulle cose che scrivo per me. Quando qualcuno mi chiama, penso sia bene mettermi in discussione, per evolvermi». Connecticut, metà degli anni Ottanta. Nella tranquilla vita di Liz e John arriva un’incredibile telefonata da parte di Bette Davis, che chiede ospitalità per qualche giorno. La Davis è un idolo per Liz. La diva si insinuerà nella vita famigliare della sua ammiratrice, travolgendone per sempre il corso. «La Fuller è riuscita a narrare l’incontro-scontro che si genera quando una vecchia signora molto piena di sé si infila nella vita di una giovane coppia con figlio, travolgendola. Meccanismo comune: è l’amica di famiglia che entra nella tua vita, è la suocera, è l’invasione quotidiana». Ma la Davis narrata è soprattutto un esempio di donna granitica e carismatica. «Il testo diventa così una riflessione sul coraggio di alcune donne di diventare ciò che vogliono nonostante alcuni difetti». Una forza che la Curino porta con sé sulla scena. «La forza delle donne è contagiosa. Questa Bette Davis porta nella casa una forza che contagerà la vita di tutti. Un inno alla forza del desiderio e alla passione». •

STE.MA.
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