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18 novembre 2018

Spettacoli

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04.09.2018

Parla Elena Bucci «Profitto o pietà?» Brecht origina dubbi

L’attrice e regista Elena Bucci in una foto di Piero Casadei a Bologna, Teatro delle Moline
L’attrice e regista Elena Bucci in una foto di Piero Casadei a Bologna, Teatro delle Moline

Doppio onore e doppio onere. Aprire una stagione con Brecht: mica semplice. «Come la vivo? Entusiasmi diurni, incubi notturni». La butta sul faceto, ma in fondo il miscuglio di emozioni è quello. Elena Bucci - insieme a Marco Sgrosso e alla loro compagnia Le belle bandiere - aprirà il cartellone «Sentieri Teatrali» del Centro Teatrale Bresciano, il prossimo 23 ottobre al Sociale di via Cavallotti (sino al 4 novembre). La campagna abbonamenti apre oggi: 39 titoli di ogni genere, dai classici della letteratura alla nuova drammaturgia, sino ai temi della contemporaneità. La scelta per l'esordio è ricaduta su «L'anima buona del Sezuan», produzione dello stesso Ctb costruita sul testo brechtiano. «Brecht... l'avevamo già avvicinato più volte, ma solo oggi riusciamo a portare in scena una sua opera - racconta Bucci -. Dopo tanti anni di allestimenti semplici, con 2-3 attori, si è aperta in questo caso la possibilità di affrontare un testo con più protagonisti». Canto, musica, recitazione: sul palco Bucci e Sgrosso saranno affiancati da 7 attori e da un musicista. La trama: tre divinità, pasticcione al limite del ridicolo, vagano nel mondo alla ricerca di anime buone. Shen-Tè, generosa prostituta, è la prescelta: inizia da qui il racconto della sua scissione interiore e del suo spietato alter-ego, l'affarista Shui-Tà. Un gioco di sdoppiamenti che coinvolge anche gli altri personaggi, dall'imbroglione Wang all'innamorato Yang Sun. «La forza di Brecht fu quella di portare in teatro questioni che, prima, non c'erano mai entrate - prosegue Bucci -. C'è il rapporto tra buono e cattivo, inconscio e razionale. La capacità di fare profitto oggi è diventata una forma di deità, che cancella ogni forma di pietas. Nell'opera si muove tutto questo: è disseminata di punti di vista, ambiguità. È un testo affascinante, ma pericoloso, una cifra di tutta l'opera di Brecht. La cosa più complessa è incasellare i dubbi in una narrazione lineare, quasi didascalica. Ma solo in apparenza: sembra tutto detto e tutto chiaro, non è così». Una vicenda che prosegue sino all'ultimo messaggio, racchiuso nel finale: «Una fine migliore ci vuole, è indispensabile». «Sappiamo che il pericolo di sbagliare è dietro l'angolo, ma questo tipo di tensione è poi quello che crea la felicità - riflette ancora Bucci -. Sposiamo in pieno la linea del Ctb, che punta sull'umano e sulla qualità, e non sullo sfarzo degli allestimenti o dei costumi. Confidiamo in un pubblico intelligente, che ama la sostanza rispetto alla forma. Il rapporto con il Sociale non è per nulla scontato: l'abbiamo costruito in questi anni su un'affinità del fare». La campagna del Ctb resterà aperta sino al prossimo 21 ottobre: il pubblico potrà acquistare gli abbonamenti alla biglietteria del Sociale dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19: in tutte le giornate di apertura verrà esposto, alle 8.30 e alle 15.30 un distributore di numeri eliminacoda. Sono confermate tutte le tipologie di abbonamento e carte tematiche utilizzate nella scorsa stagione, dall'abbonamento fedeltà (17 spettacoli) alle varie serie (gialla e azzurra), sino al carnet per 14 appuntamenti. Informazioni, prezzi compresi, disponibili sul sito centroteatralebresciano.it, chiamando il numero 030 2928617 o scrivendo a info@centroteatralebresciano.it. •

Jacopo Manessi
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