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20 giugno 2018

Spettacoli

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09.02.2018

«Per non morire di mafia» Testimonianza da ascoltare

Lo Monaco in «Per non morire di mafia» MARGHERITA MIRABELLA
Lo Monaco in «Per non morire di mafia» MARGHERITA MIRABELLA

Sebastiano Lo Monaco è tornato al Sociale con uno spettacolo tratto da uno dei numerosi libri di Pietro Grasso, l’ex procuratore antimafia di Palermo, attuale presidente del Senato e leader di una nuova formazione politica. Tre anni fa Lo Monaco aveva portato «Dopo il silenzio», lo spettacolo che Francesco Niccolini e Margherita Rubino avevano ricavato da «Liberi tutti – Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia», pubblicato nel 2012, ed ora è andato in scena con «Per non morire di mafia», un monologo che l’attore siciliano aveva presentato nel 2010 al Festival di Spoleto e che ha poi riproposto più volte per la costante attualità del messaggio. In «Per non morire di mafia» Pietro Grasso, con l’aiuto del giornalista Raniero La Volpe, ha raccolto ricordi, riflessioni, analisi maturate nel corso di una lotta che lo ha visto tra i coraggiosi protagonisti. Il libro è un’autobiografia che ripercorre la sua «vocazione» e la sua storia all’interno della magistratura, raccontata talvolta con gustosa ironia nel ritratto dei mafiosi nel corso del maxiprocesso di Palermo, ma perlopiù con commozione e dolore là dove riemergono le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino accanto ai quali ha lavorato per anni. Lo spettacolo di Sebastiano Lo Monaco ricava la sua forza soprattutto dalle parole di Pietro Grasso. La scena, ridotta al minimo, è costituita da una lunga lavagna che, un po’ alla volta, si riempie di nomi, date e parole, da un tavolo-scrivania, sul quale sono posati alcuni faldoni e le fotografie di Falcone e Borsellino, e da una sedia, dalla quale il personaggio Pietro Grasso comincia a rivolgere al pubblico la sua testimonianza. A volte ci sembra di sapere tutto sulla mafia, ma questa è una testimonianza che fa sempre bene ascoltare. Applausi convinti. • F.D.L.

F.D.L.
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