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martedì, 12 dicembre 2017

Vanessa Ferrari,
è una nuova
impresa mondiale

Un momento dell’esercizio di Vanessa FerrariVanessa Ferrari: il 10 novembre compirà 27 anni e ora è tra le migliori otto al mondo nel corpo libero (BATCH)

Vanessa Ferrari ha compiuto un’altra impresa. Ai campionati del mondo di ginnastica artistica, in fase di svolgimento a Montreal in Canada, la campionessa bresciana è riuscita a cogliere la sua ennesima finale di specialità, la diciassettesima di una carriera tanto incredibile quanto impareggiabile, almeno per una ginnasta italiana.

CONTRO TUTTO E TUTTI, reduce da oltre un anno di stop, un’operazione al tendine d’Achille, altri mille intoppi di natura fisica e lo scetticismo di un mondo che spesso non sa valutare le proprie risorse, Vanessa Ferrari, eseguendo un esercizio al suolo di grande efficacia, ha strappato l’ottima valutazione di 13.600, settimo punteggio del mondiale e quindi valido per il lasciapassare per la finale di domenica sera.

La ginnasta allenata da Enrico Casella, che a Montreal dirige tutta la nazionale italiana, proprio perché non al top della forma si è presentata sulle pedane canadesi proponendosi in due sole specialità: trave e corpo libero. Sulla trave purtroppo, nonostante l’essere riuscita ad eseguire benissimo il «salto giro avvitato», la massima difficoltà del suo esercizio, è incappata in una serie di sbavature che l’hanno privata di un punteggio da finale. Ma seppur delusa, come sempre, Vanessa Ferrari, un po’ cannibale ed un po’ farfalla, ha tirato fuori gli artigli ed al corpo libero non ha concesso sconti.

«La mia gara è iniziata con l’esercizio in trave – spiega la campionessa della Brixia -. Pensavo fosse andata bene, ero pure contenta di non essere caduta nell’avvitamento, invece i giudici mi hanno massacrata. Tuttavia quando ho analizzato meglio la mia prova ed il punteggio dato pure alle mi avversarie, devo dire che la valutazione è stata equa. Una giuria davvero di maniche strette. Al corpo libero sono felice per aver messo in piedi lo «Tsukahara avvitato», che non pensavo nemmeno di fare visto che l’avevo provato soltanto qui a Montreal, e per le altre diagonali, mentre ho un po’ sporcato la parte artistica. Sono felice di essere qui e aver dimostrato che ci sono ancora una volta, con un solo mese di preparazione. Chi diceva che potevo stare a casa ha avuto la risposta: perché devo stare a casa se posso giocarmi qualcosa?». Vanessa è fatta così: non risponde mai direttamente a possibili polemiche. E se lo fa, le effettua a gara fatta, magari dopo aver compiuto l’ennesima impresa.

ESSERE ANCORA fra le migliori otto ginnaste del mondo, a quasi 27 anni, un’età che la maggior parte delle sue rivali degli ultimi anni non ha neppure sfiorato, regala inoltre a Vanessa Ferrari una sventagliata di appellativi che se in parte la fanno sorridere, tanto la inorgogliscono: «Però io sono Vanessa e basta. Alcune cose mi fanno piacere, altre non mi piacciono, ma non ci bado. Quando fisso un obiettivo, quando accetto una sfida, mi sincero di poter cogliere il traguardo che mi sono prefissata. Ero preoccupata per i tendini, ma sapevo di poter essere protagonista. La finale al corpo libero era il mio obiettivo, l’ho colto e quindi oltre a zittire tutti, mi ha reso felicissima. Cosa potrò fare in finale? Ci sono due-tre ginnaste che se non sbagliano sono irraggiungibili. Io cercherò di fare il meglio possibile, ma il mio mondiale l’ho già vinto. Complimenti anche alle mie compagne d’avventura: Lara Mori, in finale con un solo decimo di punto in meno di me, e le giovani Sara Berardinelli e Desireè Carofiglio».