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18 agosto 2018

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19.01.2018

Da Bottazzi a Galuppini i migliori sul trono Con due regine speciali

Tutto è cominciato a Carpenedolo l’11 gennaio del 2004. Sul campo del Mundial ’82, poco prima di una sfida delicata con i sardi del Calangianus, Andrea Bottazzi stringeva tra le mani il primo Pallone d’Oro della storia. Il premio era nato solo da poche settimane ma aveva già scaldato il cuore dei lettori e degli addetti ai lavori. L’assegnazione fu relativamente facile e i venti giurati, chiamati a raccolta da Bresciaoggi la vigilia di capodanno, non dovettero poi tribolare: primo posto ad Andrea Bottazzi con 43 punti, con Cristian Quarenghi (40) ed Ermanno Panina (19) ad inseguire. Tra gli esperti chiamati ad esprimere la loro preferenza c’era anche un certo Andrea Berta, all’epoca consigliere dei direttori sportivi bresciani, oggi uomo mercato dell’Atletico Madrid. E accanto a lui Eugenio Olli, ds del Salò che osservava le votazioni e l’incoronazione del campione con vivo interesse. Dodici mesi dopo sarebbe toccato a lui vivere quella gioia per un suo calciatore. Il premio 2004, infatti, finì nella bacheca di Cristian Quarenghi, beffato per 3 punti un anno prima, ricompensato con lode a distanza di un anno. Impossibile non assegnare il secondo Pallone d’Oro a un giocatore salodiano. Era l’anno dei miracoli di Roberto Bonvicini, del calcio spettacolo e dell’affermazione nella coppa Italia di Eccellenza allo stadio Flaminio (avversario il San Paolo Bari). DA SALÒ A RODENGO il passo fu breve: sul trono della provincia, ecco sua maestà Dario Hubner. Il 2005, infatti, fu l’anno della prima incursione del mondo professionistico nella galassia del pallone bresciano. E fu il primo momento in cui ci si accorse che il Pallone d’Oro poteva raccontare storie di ogni tipo, abbattere i confini provinciali e far parlare di sé anche lontano da Brescia. La quarta «parrocchia» premiata fu quella tradizionalmente più calda e affezionata al premio: Darfo. Il 2006, l’anno della consacrazione dei neroverdi in Eccellenza, vide vestirsi d’oro Giorgio Gherardi, il simbolo di un’annata straordinaria. Era la squadra di Luca Inversini guidata dalla scrivania dal diesse Giancarlo Maffezzoni e costruita grazie agli sforzi del presidente Ennio Bandini, con il sempiterno Walter Venturi alla vicepresidenza. Quinta e sesta edizione rappresentano ancora oggi una piacevole eccezione nella storia del premio: per la prima volta l’Oro finì alla stessa società per due anni di fila, la Dellese. I premiati furono Ermanno Panina (2007) e Sergio Piovanelli (2008), professione bomber, segni particolari «mai appagati». Panina si era avvicinato al premio nelle prime due edizioni chiudendo sempre al terzo posto. Piovanelli fu invece un piacevole inedito, issato sul primo gradino del podio da una grande stagione in Eccellenza oltre che da una storia degna di nota. Il 2009 è stato l’anno del primo giocatore di Promozione, Stefano Tagliani. Fantasista del Concesio, secondo nell’edizione dell’anno precedente, fu premiato sul campo triumplino e onorato da un video messaggio di Andrea Pirlo, suo compagno di squadra nella Primavera del Brescia che aveva vinto il Viareggio del 1994. Non compare invece il Montichiari nell’albo d’oro del 2010 ma il marchio rossoblù è comunque impresso sull’affermazione di Alessio Baresi: il capitano della squadra scudettata vinse la volata con Marco Romanini e si vestì d’oro durante la sua permanenza alla Rudianese, in Serie D. ALTRO NOME DI GRIDO quello del 2011. Fu la volta di Riccardo Maspero, altro ex professionista, che si era ritrovato a giocare con la Pro Desenzano in Eccellenza dopo alcuni anni travolgenti in provincia di Bergamo. Alla sua incoronazione parteciparono anche Michelangelo Rampulla e Riccardo Ferri, suoi ex compagni che vollero onorarlo negli ultimi momenti della sua lunga carriera. Il 2012 è stato invece un anno spartiacque grazie alla duplicazione del premio. Oltre all’Oro arrivò l’Argento e la prima doppia affermazione della storia con Michele Sella e Giulio Rota. Quindi, l’anno successivo l’edizione dei record, con l’istituzione del Pallone di Bronzo e lo sfondamento di quota 100.000 punti: Marco Romanini (Travagliato), Marco Zanardini (Adrense) e Stefano Facchetti (Chiari) alzarono i premi sul palco del ristorante Giardino di Paderno. Nel 2014 fu la volta del Ciliverghe, con Stefano Franchi finalmente Pallone d’Oro: aveva sfiorato il successo nel 2005, a soli 20 anni. Argento e Bronzo andarono ad Andrea Savoia (Vobarno) e Simone Canini (Chiari). Il resto è storia recente. Al trio maschile del 2015 (Ligarotti, Moreschi e Ferlinghetti) si è aggiunta la prima Perla del Calcio Cristiana Girelli. E infine i 4 vincitori dell’ultima edizione: e da loro si ripartirà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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