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16 dicembre 2018

Sport

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06.12.2018

«Sono fortunato: ho
rischiato la vita. E grazie
a Brescia per il sostegno»

Marco Ceron sorridente martedì pomeriggio al PalaLeonessa dove è tornato dopo l’infortunioCeron scherza con i compagni di squadra all’allenamento
Marco Ceron sorridente martedì pomeriggio al PalaLeonessa dove è tornato dopo l’infortunioCeron scherza con i compagni di squadra all’allenamento

Il sorriso è il suo marchio di fabbrica: lo era prima dell’infortunio fortuito quanto violento patito nella sua serata migliore, lo è ancor di più adesso perché Marco Ceron si sente un po’ miracolato. E se nello sport, si sa, parlare di queste cose è spesso fuori luogo, nel caso della guardia di Mirano l’eccezione è d’obbligo: perché quello che è successo a lui non è ascrivibile a ciò che è umano. Domenica 25 novembre Marco finisce all’ospedale civile d’urgenza dopo l’impatto tra il suo cranio ed il gomito di Jaiteh, lungo francese che milita nella Fiat Torino: è il 18’ dell’ottava di andata in serie A, e Ceron, in campo da 6’ sta recitando un ruolo di primo piano con 7 punti all’attivo. Sul +13 (48-35), a 100” dalla sirena che porta negli spogliatoi arriva l’infortunio del giocatore veneto, che suo malgrado, diventa il protagonista di quella partita. Gli esami, la diagnosi, l’operazione immediata da fare: un incubo in cui Marco si ritrova all’improvviso e che nemmeno due settimane dopo ha lasciato spazio di nuovo al suo sorriso, quel biglietto da visita di cui mamma Antonella e papà Piero vanno fieri ed orgogliosi. IERI L’ENNESIMO passo in avanti con la rimozione dei punti applicati il 26 novembre: «Un male cane, ma credetemi nemmeno potete capire la mia felicità: è un altro passo in avanti». Perché Ceron sa benissimo cos’ha rischiato: «La mia vita: e se penso a tutto quello che posso fare oggi, mi ritengo una persona un po’ più che fortunata». E che in questo momento, oltre a stare meglio, ha una gran voglia di vivere: «Devo ancora metabolizzare bene il fatto che starò fermo per un po’. Ma sono molto fiducioso: i dolori alla testa diminuiscono giorno dopo giorno». Perché al di là di tutto a 26 anni avere il terrore di non poter fare quello che più ti piace, per cui hai lottato e che stava cominciando a premiarti anche nella tua nuova realtà, ti lascia con un po’ di vuoto attorno: «Un po’ di dispiacere lo provo: mi sento però fortunato. Vedo il lato positivo di questa situazione: ne sono uscito». QUANDO RIPENSA a quei momenti, Marco ha il vuoto più totale: «Non mi ricordo niente. Ho riguardato almeno 10 volte quell’azione. Nulla, non mi viene in mente niente di niente: ho un piccolo flash di quando cercavo di parlare al dottor Bettinsoli e quando mi sono risvegliato in ospedale». Pochi giorni, in cui l’attenzione del mondo del basket e dei media si è concentrato sull’ospedale; momenti difficili, alcuni irritanti (come il furto degli oggetti personali di Marco mentre era sottoposto a visita) e tanti sorrisi, abbracci: «La mattina dopo il furto si è presentato Luca Vitali al mio letto e mi ha regalato uno smartphone nuovo con un gesto del tutto inatteso che mi ha commosso. Per il resto non finirò mai di ringraziare chi si è preso cura di me dal primo momento a quello delle dimissioni. Mi sono sentito coccolato, ho trovato dottori e infermieri amichevoli, un ambiente fantastico». La sera del match della nazionale a Brescia con la Lituania la curva ha dimostrato il proprio affetto con due striscioni per lui: «Ogni giorno penso a quanto sono fortunato ad essere capitato qui. Non ho mai trovato un ambiente come quello di Brescia: ho visto la partita in ospedale, ho visto gli striscioni ed ho sentito i cori. Era come se avessi tutta Brescia oltre alla mia famiglia al mio fianco: ho cercato di ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto per sapere come stavo. Era il minimo che potessi fare». MARTEDÌ ALLA RIPRESA degli allenamenti è passato a salutare i tuoi compagni di squadra: che impressione ha avuto? «I ragazzi li avevo già visti, chi in ospedale, chi a casa, ma mi faceva piacere tornare sul nostro “luogo sacro”. Ho visto la stessa squadra che ho lasciato quella sera: mi mancavano ed avevo voglia di vederli». E adesso, con calma, si cerca di tornare alla normalità: «La cosa positiva è che tutto è andato bene: non fra pochissimo, ma potrò ricominciare l’attività inerente al basket. Tra un paio di settimane ricomincerò a trattare la palla, allenamenti sì, ma senza contatto». E ci mancherebbe altro: «Per quello aspetteremo ancora un po’. Ma se penso che a breve potrò riprendere la palla in mano, sono felicissimo: mi ritaglierò il tempo per migliorare su quei fondamentali dove fatico. In campo, dovrete aspettarmi ancora un po’ prima di rivedermi». •

Alberto Banzola
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Palermo
30
Lecce
26
Pescara
26
Cittadella
25
Brescia
24
Hellas Verona
22
Perugia
22
Benevento
21
Spezia
21
Ascoli
20
Salernitana
20
Venezia
19
Cremonese
19
Cosenza
14
Foggia
12
Crotone
12
Padova
11
Livorno
10
Carpi
10
Ascoli - Cittadella
1-1
Brescia - Lecce
Carpi - Salernitana
Cosenza - Benevento
Crotone - Venezia
Foggia - Cremonese
3-1
Hellas Verona - Pescara
Palermo - Livorno
1-1
Perugia - Spezia
1-1
Padova - [ha Riposato]