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lunedì, 23 ottobre 2017

Boscaglia applaude
«Io volevo vincere
ma è un buon punto»

Roberto Boscaglia con i suoi giocatori che esultano dopo la rete del pareggio: per il tecnico si allunga la serie positiva con 10 punti in 6 gareLautaro Rinaldi prova a destreggiarsi in mezzo a tre avversari (BATCH)

Roberto Boscaglia è diventato come il suo datore di lavoro? «Noi imbattuti da 6 giornate? No, per favore: non mi fate queste domande», replica, voltando la testa dall’altra parte e serrando i denti, come se volesse evitare le insidie della scaramanzia, cui Cellino crede parecchio.

Ha il sorriso sulle labbra, l’allenatore del Brescia. Il pareggio di Terni lo accetta, eccome: «Vi dico la verità: durante la gara non avrei firmato per il pareggio, io voglio sempre vincere. A gara finita è molto diverso e non nego di essere soddisfatto di questo pareggio. Questi sono incontri che si possono vincere ma anche perdere. Per questo, alla fine, sono contento così».

«Fino all’intervallo in campo ci siamo stati solo noi - l’analisi di Boscaglia prosegue così -. Abbiamo giocato tra le linee, eravamo veloci, recuperavamo palla in modo rapido. Meritavamo di andare all’intervallo con qualcosa di più del pareggio».

Il Brescia ha pagato l’unica sbavatura della prima parte di gara: «Non ho rivisto le immagini del fallo che ha originato la punizione-gol della Ternana - premette il tecnico -, ma alla fine posso dire che gliela abbiamo regalata. Capita».

La reazione, però, è stata immediata e ancora una volta Bisoli ha tolto le castagne dal fuoco: «Dobbiamo insistere di più con gli inserimenti dei centrocampisti e degli esterni. Ci aveva provato pure Furlan, prendendo il palo appena ripresa la partita».

Nel secondo tempo non si è vista la stessa squadra. E la Ternana, che pure veniva da tre sconfitte consecutive, ha rialzato la testa: «Abbiamo trovato avversari affamati di punti, che si sono praticamente snaturati. Guardate che la Ternana, all’inizio della stagione, era capace di offrire buon calcio. Contro di noi non ha mai giocato con il pallone a terra, è stata molto aggressiva. E alla fine, nella ripresa, nemmeno noi siamo più riusciti a fare il nostro gioco».

SUBITO una riflessione: «Io non ho visto grandi parate di Minelli e nemmeno occasioni clamorose o situazioni pericolose nella nostra area. Non è facile, soprattutto in trasferta. E nel finale mi è piaciuta la compattezza della squadra nei momenti più difficili».

Al Brescia della trasferta-bis in Umbria sono mancate soprattutto l’efficacia in attacco e la qualità a centrocampo: «Per quanto riguarda le punte, Rinaldi si è battuto molto - garantisce Boscaglia -. Ha giocato per la squadra. E anche Rivas, comunque, è stato utile impegnandosi al massimo». Sulla mediana più di lotta, con Martinelli e Dall’Oglio, che di governo: «Anche Martinelli e Dall’Oglio hanno qualità. Il problema è stato che, nella prima parte, siamo riusciti giocare a uno-due tocchi, anzi a un tocco e mezzo come amo dire io. Nella ripresa questo non è stato più possibile».

Di buono, oltre al punto conquistato, della serata ternana resta la rotazione dei giocatori: «Ma questa gara mi ha permesso di rimettere le cose a posto dal punto di vista fisico. Ho fatto rifiatare Cancellotti, Machin, Ferrante. Era importante, visti gli impegni ravvicinati, i viaggi». Contrariamente all’inizio, Boscaglia accetta la notazione che, in 11 contro 11, il Brescia non ha ancora perso: «Eh, batterci è difficile». Al diavolo la scaramanzia, stavolta.