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21 ottobre 2017

Sport

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01.10.2017

Brescia, gran decollo
sulle ali dell’Airone
e vista sull’alta quota

Andrea Caracciolo, mano sul cuore, saluta il pubblico a fine gara: il suo ingresso è stato determinanteSERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Simone Venezia, Fabrizio Cattina
Andrea Caracciolo, mano sul cuore, saluta il pubblico a fine gara: il suo ingresso è stato determinanteSERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia, Simone Venezia, Fabrizio Cattina

Entra l’Airone e la partita cambia. Il Brescia decolla, ha pure la vista sull’alta quota: se vince la prosecuzione di martedì a Terni può ritrovarsi a un punto dal primato.

La regina Perugia si squaglia come un bacio di cioccolato al sole e il dolce è tutto per il Rigamonti, che festeggia la prima vittoria in casa e scopre che Andrea Caracciolo potrebbe rinverdire la leggenda di Josè Altafini, l’attaccante brasiliano che, a quasi 40 anni, fece vincere un paio di scudetti alla Juventus segnando gol decisivi partendo dalla panchina. Caracciolo non è una leggenda. Da più di un decennio è un pilastro del Brescia. È il Brescia, come non dovrebbe essere. Ma è così.

Troppo conservative le scelte nel primo tempo di Boscaglia e stavolta non è un’impresa azzeccare la formazione di partenza, a parte la scelta di Ferrante al posto dell’Airone. Il dubbio che Martinelli possa prendere il posto di uno tra Ndoj e Machin è subito cancellato dalla distinta e stavolta il tecnico ha ragione. Questi ragazzi, che in due fanno 42 anni, hanno una qualità e un coraggio nelle giocate che, d’accordo, li porta a commettere qualche errore di troppo, ma che rendono la manovra del Brescia imprevedibile, anche se per lunghi tratti a Massimo Cellino deve essere sembrato di non aver mai lasciato Elland Road, lo stadio del Leeds.

IL GIOCO del Brescia: cross, cross, ancora cross. Poi, però, si possono inventare e provare tutti gli schemi che vuoi - e per poco, al 23’ del primo tempo, il Perugia non va in vantaggio con una diabolica combinazione su punizione che porta Di Carmine al colpo di testa in tuffo: Furlan salva sulla linea -, ma basta tirare fuori il coniglio dal cilindro, anzi l’Airone dalla riserva e il decollo è assicurato.

Lui, sempre lui, semplicemente, fantasticamente lui. E non c’entra che Caracciolo sia un ex, anche se lontano (2002-2003: 22 presenze e 2 gol). Al 16’ del secondo tempo, quando rileva Ferrante (ah, quell’erroraccio davanti a Rosati al 38’ del primo tempo), il Brescia è sotto, tramortito da Han, un grande attaccante, felino nel colpire di testa un cross di Pajac, con tanti saluti a Lancini e Minelli.

Dal 4’ al 16’ del secondo tempo è come se il Brescia fosse in un limbo. Il primo cambio, Martinelli per Ndoj (9’), serve per sistemare il reparto nevralgico. Poi ecco Caracciolo e in tribuna qualche aficionado umbro ha un brutto presentimento. Si rivelerà esatto dopo 5 minuti: Machin dal vertice ha un movimento da campione, cross basso al bacio (con la difesa perugina è il minimo...), Caracciolo ha la forza di intervenire in spaccata e indirizza il pallone verso Rosati, che lo tocca ma non impedisce l’1-1.

CARACCIOLO è scatenato. Viene fermato con le buone e con le cattive, lucra un corner andando in pressing su un tremolante Volta, uno che non ha paura di nulla ma, con l’Airone, passa una mezz’ora da incubo. Nel frattempo Boscaglia protesta con l’arbitro per un fallo non assegnato, ha un gesto di stizza, scaglia un paio di borracce verso terra e viene espulso. Uscendo si toglie la pettorina gialla e se potesse farla a pezzettini...

Ma è il Brescia che sta facendo a pezzettini la prima della classe. Entra pure Cattaneo per Cancellotti e Furlan passa a destra, la sua posizione naturale. Al 34’ la seconda magia di Caracciolo: doma di petto un lungo lancio, entra in area, Zanon cerca il recupero, lui lo lascia sul posto secco e gnecco, va sul fondo e di sinistro centra a mezza altezza. Bisoli è lì, da bravo incursore, ma è un passo e mezzo avanti la traiettoria del pallone. Ma per chi sa giocare al calcio, cosa è un passo e mezzo quando la porta è distante ancor meno? E allora torsione, gamba destra a fare perno sull’erba e piattone sinistro che si infila appena sotto la traversa.

IL RIGAMONTI esplode, il Perugia è al tappeto. Nel fare il terzo cambio Giunti dà due buoni motivi per sorridere: toglie Han, soprattutto non inserisce Mustacchio, che quando vede il «suo» Brescia lo colpisce con crudele regolarità (3 centri nelle ultime 3 partite).

Poteva essere il contrappeso a Caracciolo. Anzi, no. Nulla può impedire al Brescia di decollare verso l’alta quota con il suo Airone part time.

Vincenzo Corbetta
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CLASSIFICHE
RISULTATI
Empoli
17
Palermo
15
Frosinone
15
Venezia
14
Carpi
14
Cremonese
13
Perugia
13
Pescara
13
Bari
13
Cittadella
13
Avellino
13
Novara
13
Salernitana
12
Entella
12
Parma
11
Ternana
10
Brescia
10
Spezia
10
Foggia
10
Pro Vercelli
9
Ascoli
9
Cesena
7
Ascoli - Venezia
3-3
Avellino - Salernitana
2-3
Brescia - Novara
0-1
Carpi - Cesena
2-1
Cittadella - Cremonese
1-2
Foggia - Perugia
2-1
Frosinone - Palermo
0-0
Parma - Pescara
0-1
Pro Vercelli - Bari
2-2
Ternana - Spezia
4-2
Entella - Empoli
2-3