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sabato, 16 dicembre 2017

Brescia, primo passo
nel club delle grandi
Ora serve lo scatto

Rigoberto Rivas, 19 anni, contrastato dal centrocampista ternano Ivan Varone FOTOLIVE (BATCH)

Il Brescia è al settimo posto in classifica, condiviso con Cittadella, Parma, Pescara, Spezia e Venezia, e dunque in zona play-off. Ma adesso non ha senso guardare la classifica. Non ancora.

Il Brescia sta viaggiando a una velocità, 10 punti in 7 partite, che se mantenuta costantemente lo porterebbe a una salvezza agevole. È l’obiettivo dichiarato in partenza, prima della svolta societaria di agosto, e ribadito da Massimo Cellino la settimana scorsa. Così si chiuderebbe a quota 60, che sarebbe il primato di Roberto Boscaglia in Serie B. L’allenatore siciliano, finora, tra i cadetti ha garantito alle sue squadre tra i 50 e 60 punti: mai in zona pericolosa ma nemmeno nei play-off. Nell’ordine: 57 al debutto tra i cadetti nel Trapani, 54 nel Brescia e 56 con il Novara la scorsa stagione.

Se l’obiettivo è mantenere la categoria, nessun problema. Il Brescia è in linea. Se invece la speranza di ottenere di più non è solo recondita, allora ci si aspetta il salto di qualità, soprattutto se al mercato di gennaio questa rosa verrà irrobustita là dove presenta carenze. In attacco.

Il pareggio di Terni ha mostrato una squadra a due facce: garibaldina, piena di sprint nei 25 minuti rimanenti del primo tempo, attendistica e timorosa nel secondo come mai si era visto nell’era Boscaglia. Appena ripresa la partita, il Brescia ha giocato con il piglio di chi vuole imporsi. Da vera grande.

BOSCAGLIA ha meritoriamente tenuto la linea difensiva altissima, ordinando ai centrocampisti e agli esterni di salire fin sulla trequarti altrui per recuperare il pallone. Fino al gol del vantaggio, la Ternana non è mai uscita dal guscio: i difensori non riuscivano a impostare, in mediana i duelli erano sempre a favore dei biancazzurri. Peccato che una tale superiorità non si sia tramutata in moneta sonante. Anzi, l’unica volta che la Ternana è riuscita a portarsi al limite dell’area biancazzurra, ha conquistato la punizione che Montalto ha trasformato nell’1-0.

Il Brescia ha reagito come se niente fosse e in 4 minuti ha rimediato. Assente Caracciolo, a pareggiare ci ha pensato il suo alter ego in zona gol, Bisoli, confermando che la squadra in questo momento ha zero alternative sottoporta: segna l’Airone o il centrocampista. Ben 6 dei 7 gol del Brescia portano la loro firma. L’«intruso» è Ferrante, a bersaglio a Parma.

A Terni Boscaglia ha schierato come centravanti Rinaldi, che per caratteristiche è una seconda punta, e Rivas, una mezzala che può fare l’esterno. L’argentino ha fatto pochissimi passi all’interno dell’area, Rivas idem e non è stato sfruttato per le sue doti in velocità.

Ma quanti palloni giocabili hanno avuto i due punteri? Nel secondo tempo, anche per far riposare qualche titolare, Boscaglia ha privilegiato la conservazione del punto,piuttosto che rischiare qualcosa per vincere. Fin dall’inizio ha scelto un centrocampo più di quantità (Martinelli, Dall’Oglio), rinunciando del tutto alla qualità: con Ndoj assente, Machin è entrato solo nel finale. Nella logica del turn over, scelta giusta. Ma così si è precluso la possibilità di osare di più contro la Ternana, che non ha più la rosa talentuosa del recente passato: rispetto a un anno fa ha perso colonne difensive come Masi e Meccariello, un fantasista come Falletti, un attaccante elegante ed efficace come Avenatti.

CARICA AGONISTICA a parte, la Ternana di martedì sera ha mostrato di essere davvero poca cosa. E nella ripresa l’unica occasione umbra è nata da un’incertezza di Somma. Una squadra così attendista non si era mai vista durante la gestione Boscaglia.

Il pari va bene, se l’obiettivo è una salvezza tranquilla: 6 giornate senza macchia significano continuità, fondamentale in B per fare strada. Ma nel secondo tempo, contro un rivale così malmesso, davvero non si poteva avere un filino in più di coraggio?