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20 aprile 2018

Sport

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31.12.2017

Brescia, un anno deludente E la chiusura è «in rosso»

Andrea Caracciolo non si capacita: per il Brescia un 2017 davvero deludenteI biancazzurri  nel 2018 dovranno voltare pagina per inseguire la salvezza
Andrea Caracciolo non si capacita: per il Brescia un 2017 davvero deludenteI biancazzurri nel 2018 dovranno voltare pagina per inseguire la salvezza

Sergio Zanca Due presidenti e quattro allenatori per un Brescia che ha trascorso un anno nella mediocrità. Il bilancio sportivo è stato scritto in fotocopia: 5 vittorie, 8 pareggi e 8 sconfitte nel girone di ritorno 2016-17; stessi, identici numeri nell’andata 2017-18. Salvezza ottenuta propria all’ultima giornata lo scorso maggio; quint’ultimo posto adesso (e in zona retrocessione), coi tifosi a urlare la loro rabbia al termine della gara di giovedì, persa contro l’Ascoli fanalino di coda. La novità maggiore è rappresenta dall’arrivo di Massimo Cellino, il primo presidente non bresciano. L’acquisto della società è avvenuto il 4 agosto, nello studio milanese Pirola, Pennuto, Zei & Associati, l’ufficializzazione giovedì 10. Gli ha ceduto il bastone di comando Alessandro Triboldi, sotto la regia di Marco Bonometti, leader di Officine meccaniche rezzatesi, ex numero 1 dell’Associazione industriale bresciana. Cellino ha lasciato la sua impronta, cambiando l’allenatore, e bocciando sia l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola che il direttore sportivo Renzo Castagnini, chiamando nelle ultime settimane Nicola Salerno (figlio dell’ex senatore Carmello, ex ds di Ravenna, Licata, Triestina, Messina, Catania, Cagliari, Foggia, Salernitana, Grosseto, Leeds, Watford, Palermo) e Paolo Cristallini, ex centrocampista di Pisa, Torino, Bologna, Piacenza e Vicenza, ex direttore sportivo e general manager del Vicenza. DOPO IL PERIODO racchiuso tra l'estate 2014 e il febbraio 2015, caratterizzato dai dubbi di Gino Corioni, Bonometti ha evitato al Brescia il fallimento, tenendolo in vita per due anni e mezzo con robuste iniezioni finanziarie. Poi ha passato la mano al prezzo di 6,5 milioni di euro, più 3 milioni in caso di promozione in serie A. Per Massimo Cellino il Brescia è la sua terza società, dopo il Cagliari, dal 1992 al 2014 (17 anni di A, con un sesto, due noni e tre decimi posti come migliori piazzamenti, e 5 di B, con due promozioni), e gli inglesi del Leeds United nell'ultimo triennio. Figlio di un imprenditore piemontese trasferitosi in Sardegna, Cellino è nato a Cagliari il 28 luglio 1956. Titolare con i fratelli della Sem Mobili, una delle maggiori aziende d'Europa nella macinazione del grano, poi ceduta ai familiari, ha due passioni: il golf e la chitarra (possiede una Fender Stratocaster rossa, e con la sua band, i Maurilios, si esibisce vestito da metallaro). Sposato, ha tre figli: Ercole, Edoardo, Eleonora. Ha acquistato il Cagliari all’età di 36 anni, diventando il più giovane presidente del calcio professionistica, e con Carletto Mazzone è subito arrivato in coppa Uefa. La prima decisione di Cellino a Brescia ha riguardato Sagramola che, dopo la carica di amministratore delegato, aveva assunto quella di direttore generale. Una separazione dettata dalla notevole differenza di carattere. A LIVELLO SPORTIVO i biancazzurri hanno iniziato il 2017 al 12° posto in classifica, con 27 punti in 21 gare, frutto di 6 successi e 9 pareggi (6 le sconfitte). Cristian Brocchi ha collezionato tre sconfitte consecutive (con l’Avellino, primo ko interno del campionato, il Frosinone e il Pisa), vincendo appena una gara su 9 (4-1 col Cittadella). Lo scivolone di Salerno, l’11 marzo, ha indotto i dirigenti a licenziarlo. La scelta del nuovo tecnico è caduta su Gigi Cagni, che stava trascorrendo giornate da pensionato a Zoagli, nel tepore della Liguria. In 12 partite Cagni ne ha pareggiate 7, perdendo appena una volta (1-3 con la Spal). Grazie alla politica dei piccoli passi e alle 4 vittorie, l’ultima delle quali addirittura drammatica, 2-1 col Trapani, in un duello senza appello, ha ottenuto la salvezza per il rotto della cuffia. Archiviate le sofferenze, il 3 giugno Bonometti e c. rendono ufficiale il ritorno di Roberto Boscaglia, l’allenatore ben comportatosi nel 2015-16, poi passato al Novara. Il raduno inizia il 10 luglio, e il debutto in coppa Italia col Padova dell’ex Gianpaolo Bisoli il 6 agosto. L’avvio in campionato propone risultati alterni: sconfitta ad Avellino, pareggio interno col Palermo, vittoria a Parma. Il ko di Chiavari contro la Virtus Entella (un netto 0-3) induce il nuovo proprietario Cellino a cambiare manico. Boscaglia se ne va con una bilancio di quattro pareggi, due successi e altrettante battute d’arresto. I punti sono 10, e la media 1,25. Viene chiamato un altro tecnico siciliano, Pasquale Marino, che inizia con due rovesci (0-1 col Novara, 0-2 nel derby con la Cremonese). La prosecuzione ondeggia tra amarezze e sospiri di sollievo. Bilancio di Marino: 3 exploit (contro Bari, Pescara e Salernitana), 4 pareggi e 6 ko in 13 gare. I punti: appena 13, alla media di uno a partita. San Silvestro si chiude col Brescia al 17° posto, appaiato al Cesena, con una lunghezza di vantaggio sul Foggia, due sulla Ternana, tre sull’Ascoli e cinque sull’ultima, la Pro Vercelli. Nel 2017 sono state ottenute 10 vittorie in 42 incontri (16 pareggi e altrettante sconfitte), con 44 reti all’attivo e 53 subite. Un cammino davvero modesto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Empoli
70
Palermo
59
Frosinone
59
Parma
57
Bari
55
Perugia
54
Venezia
51
Cittadella
51
Foggia
49
Carpi
49
Spezia
47
Salernitana
43
Cremonese
42
Brescia
42
Avellino
40
Novara
39
Pescara
39
Cesena
38
Entella
37
Ascoli
36
Ternana
33
Pro Vercelli
31
Brescia - Carpi
1-1
Empoli - Pro Vercelli
3-2
Entella - Avellino
1-1
Foggia - Ascoli
3-0
Frosinone - Spezia
1-1
Novara - Ternana
0-3
Palermo - Cremonese
1-1
Parma - Cittadella
0-0
Perugia - Venezia
1-1
Pescara - Bari
2-2
Salernitana - Cesena
1-1