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24 settembre 2018

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05.03.2018

Cellino, lacrime per
Astori: «Grande
uomo, un esempio»

Colpito, commosso. Massimo Cellino non è tipo da celebrazioni un tanto al chilo, in passato ha dimostrato di non essere tenero a prescindere con chi se ne va (e gli sia lieve, comunque, la terra). Fa parte del suo carattere diretto e un po’ rock and roll, riconoscere in morte ciò che pensava in vita. Nel caso di Davide Astori, comunque, non ci sono dubbi: il suo apprezzamento era dichiarato e palesato nei fatti, da tempo. Astori suo giocatore nel Cagliari, Astori fatto esordire in A quand’era appena un ragazzo, Astori ceduto solo quando Cellino non era più presidente. «Io non l’avrei venduto mai - racconta il presidente del Brescia -. Non lo dico adesso, quello che era Astori. L’ho preso e voluto con me, conoscevo bene il suo valore. Astori è stato un grande uomo e un grande sportivo. Sono onorato di averlo avuto nella mia squadra, orgoglioso di averlo fatto debuttare in Serie A. Un ragazzo speciale. Un esempio per tutti. Dio l’abbia in gloria... Sono senza parole, davvero. È una notizia sconvolgente. Purtroppo questo siamo. Di passaggio». ASTORI è rimasto a Cagliari dal 2008 al 2014. Cellino l’aveva acquistato per un milione e 200 mila euro. Il difensore aveva 21 anni, veniva dalla Cremonese, esordì il 14 settembre a Siena. «Aveva qualità e si vedeva - ricorda il patron biancazzurro, che ha visto quel ragazzo decollare e prendere quota -. Ho avuto modo di apprezzarlo nel tempo. Era un punto di riferimento e come tale merita di essere ricordato». Un retroscena e un dato rendono l’idea meglio di tante parole. Il retroscena: «A un certo punto lo volevano in Russia - racconta Cellino -. Astori era quotato, per averlo erano disposti a garantirgli 2 milioni e mezzo di euro all’anno. Io fui chiaro: questi soldi non te li posso dare, sappilo. E lui: Sì presidente, ma io non vorrei andare, preferirei restare qui. Allora trovammo un accordo: prolungamento di contratto a 600 all’anno, con un’aggiunta di un milione di euro lordo come ringraziamento. Lo meritava». Il dato: «Astori si dovette fermare perché si ruppe la gamba in un contrasto con Lavezzi, che aveva commesso un fallo antisportivo. E pericoloso. Poi si rimise in piedi. Nel periodo non collegato, per il Cagliari, 8 partite e 8 sconfitte. Tornato lui in campo, riprenderemmo a macinare punti. Non era un certo un caso. La prova della sua incidenza, notevole, in una formazione che già se la cavava bene di suo». QUEL CAGLIARI a Cellino è rimasto nel cuore: «Era una squadra che giocava, che si dimostrava degno della Serie A con elementi come Conti, Nainggolan, Ekdal. E Astori. Che era un ragazzo straordinario, ma anche decisivo per i risultati. In sostanza sapeva fare la differenza. Con lui si vinceva, la difesa era solida. Ottimo giocatore e non a caso lo volevano tutti, il Milan, l’Inter... Ma io non l’avrei mai venduto. Difatti è stato ceduto dopo». Con l’avvento di Tommaso Giulini, al termine della stagione 2013/14. Cellino è convinto che nel Brescia dei suoi sogni, quello per cui sta lavorando giorno per giorno, non succederebbe. «La mia fiducia per il futuro - spiega il presidente biancazzurro - è che qui c’è una dimensione di maggior prospettiva, meno provinciale. Sicuramente più facile, fare qui quello che avevo in mente a Cagliari». Un club all’avanguardia, «con una rosa competitiva, una squadra forte, un nuovo stadio il centro sportivo. Non ho potuto, sono andato via. Ma non mi arrendo. Quel progetto conto di realizzarlo qui, a Brescia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Hellas Verona
10
Cittadella
9
Palermo
8
Pescara
8
Benevento
7
Cremonese
6
Crotone
6
Spezia
6
Lecce
5
Salernitana
5
Padova
5
Perugia
4
Ascoli
4
Brescia
3
Venezia
3
Cosenza
2
Livorno
1
Carpi
1
Foggia
-5
Benevento - Salernitana
4-0
Carpi - Brescia
1-1
Cosenza - Livorno
1-1
Crotone - Hellas Verona
1-2
Lecce - Venezia
2-1
Padova - Cremonese
1-1
Palermo - Perugia
4-1
Pescara - Foggia
1-0
Spezia - Cittadella
1-0
Ascoli - [ha Riposato]