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17 dicembre 2017

Sport

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19.03.2017

Il Brescia di Cagni
si scopre indomabile
e riparte con un punto

Stefano Mauri abbracciato da Ernesto Torregrossa dopo il gol che ha regalato al Brescia il pari contro lo SpeziaFOTOLIVE / Filippo e Simone Venezia, Fabrizio Cattina
Stefano Mauri abbracciato da Ernesto Torregrossa dopo il gol che ha regalato al Brescia il pari contro lo SpeziaFOTOLIVE / Filippo e Simone Venezia, Fabrizio Cattina

Dai fischi agli applausi. Da indesiderato a eroe all’improvviso. Soprattutto decisivo per il successore di chi l’ha voluto a Brescia. Stefano Mauri doveva essere l’uomo in più di Cristian Brocchi. Diventa il benefattore di Gigi Cagni, evitandogli l’amarezza di un brutto ritorno a casa.

Contro lo Spezia lo stop di petto e il sinistro al volo di Mauri, schierato davanti alla difesa, salvano il Brescia dalla quarta sconfitta consecutiva, sono il segnale di riscossa che Cagni aspetta: si può provare qualsiasi cosa, via ogni timore, mente libera.

Negli ultimi 15 minuti più recupero si vede un’altra partita, che il Brescia rischia di vincere. L’opposto della prima ora: sotto dopo 4 minuti (Sciaudone), abbattuto al 6’ del secondo tempo (Granoche), se non fosse per l’abbaglio dell’arbitro Martinelli e del guardalinee Margani, di fronte alla tribuna centrale: nessuno vede il pallone mezzo metro oltre la linea al momento dell’intervento disperato di Untersee, come Mauri salvatore della patria.

Una volta tanto, si può parlare di decisione a favore del Brescia. Ma non è il caso di stare troppo a chiedersi se arbitro e guardalinee avessero visto, se il Brescia sullo 0-2... Tante volte, in passato, gli errori arbitrali erano stati contro e si era preferito sottolineare le responsabilità biancazzurre.

Al Brescia stavolta vanno riconosciute la resistenza, il restare in partita anche con i denti nonostante un ambiente che non aiuta. Fischi, urla di disapprovazione. Qui è così: più la squadra ha bisogno di tirarsi su e più viene buttata giù. Per fortuna trova da sola la forza per rialzarsi.

ALL’INIZIO, però, il Brescia paga dazio a un sacco di cose. Alla paura, innanzitutto: il pallone scotta tra i piedi, la confusione è totale. Poi le squalifiche di Blanchard, Calabresi e Coly costringono Cagni a schierare una difesa inedita per tre quarti: Nicola Lancini, tra i più positivi, è al debutto assoluto in B; Romagna e Prce non hanno mai giocato in coppia. Caracciolo è encomiabile per spirito, ma è nel deserto: Bonazzoli e Sbrissa, che dovrebbero assisterlo da vicino, patiscono più di tutti la pesantezza del momento. Vorrebbero, ma non riescono. E bravo Minelli, che evita lo 0-2 al 16’ su Vignali.

Cagni ha coraggio nelle scelte iniziali: oltre a Nicola Lancini, in mediana riecco Bisoli dopo un mese e mezzo. Lo Spezia in avvio pare una corazzata. Al 2’ Nahuel Valentini, su spiovente di Piccolo, grazia il Brescia mandando fuori di testa dall’interno dell’area piccola. Al 4’ Granoche sulla trequarti si libera della marcatura molle di Prce, appoggia a Sciaudone che con un sinistro a giro manda il pallone a fil di palo: il tuffo di Minelli è leggermente in ritardo, il Brescia è già in svantaggio.

Caracciolo è inviperito: «Di cosa abbiamo paura?». Si rivolge soprattutto a Prce, di pastafrolla contro un volpone come Granoche. Poi dà l’esempio. Rende vivi palloni morti. Ogni tanto è raggiunto da qualche cross mancino di Lancini e da spioventi a lunga gittata. Briciole. Ma non si dà mai per vinto.

IL BRESCIA patisce il pressing a tutto campo dei liguri. Dalla panchina Cagni dà indicazioni, ma non urla. Capisce che non è il momento di zavorrare ulteriormente menti e garretti, già pesanti di loro.

Dopo l’intervallo non c’è più Bonazzoli e Ferrante, il suo sostituto, ci mette quel che deve: fa avanti e indietro sulla fascia destra, qualità e quantità. Azzeccato è anche il secondo cambio, fuori Sbrissa e dentro Camara (12’), che si piazza a sinistra. In mezzo il gol fantasma di Granoche, ma il Brescia del secondo tempo ha lo spirito giusto. Ferrante conclude alto al 16’, Caracciolo calcia su Chichizola al 28’.

Entra anche Torregrossa (29’). Ci si aspetta che Cagni tolga Mauri: esce Martinelli. Sarà sesto senso, sarà fortuna ma un minuto dopo ecco la prodezza dell’ex laziale: stop di petto, sinistro vincente. Lo Spezia arretra. Di Carlo richiama Fabbrini e Granoche, imbottisce la mediana e rischia grosso. Tra il 42’ e il 44’ il Brescia ha 3 occasioni con Torregrossa (fuori di poco dopo caparbia azione personale), Camara e Ferrante (Chichizola si salva).

Peccato, ma dopo 3 sconfitte di fila basta per tappare un buchino nel morale.

Vincenzo Corbetta
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