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18 dicembre 2017

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07.10.2017

«Il mio Entella
contro il Brescia:
è come un derby»

Antonio Gozzi con Gino Corioni e Andrea Caracciolo allo stadio di Chiavari il 13 settembre 2014 FOTOLIVE
Antonio Gozzi con Gino Corioni e Andrea Caracciolo allo stadio di Chiavari il 13 settembre 2014 FOTOLIVE

Ogni volta che a Chiavari arriva il Brescia per Antonio Gozzi scatta l’effetto derby: le origini bresciane del padre Renato, scomparso nel 2013, l’amicizia con Gino Corioni e con Marco Bonometti, che hanno retto la società biancazzurra prima di Massimo Cellino.

«L’ho conosciuto di recente nelle riunioni della Lega di Serie B - racconta il presidente dell’Entella -. E la prima impressione che ho avuto è che sia autenticamente un uomo di calcio. So che Cellino viene da una famiglia di imprenditori, ma che ha scelto di fare del calcio la sua attività principale».

GOZZI, però, confessa che non disperava di vedere un bresciano al comando del Brescia: «Nulla contro Cellino, che anzi ritengo un dirigente capace e lo dice la sua storia - premette -. Ma io speravo di vedere Bonometti presidente del Brescia».

Il leader del gruppo Duferco, colosso della siderurgia, e presidente di Federacciai, racconta come ha tentato di rendere concreta quella speranza: «Ho cercato a più riprese di convincere Bonometti a prendere a cuore le sorti del Brescia - rivela -. Sarebbe stata la persona giusta, un imprenditore legato al suo territorio, che ne capisce i problemi e li affronta. Mi sono permesso di insistere per l’amicizia che ci lega. Lui sentiva di avere una missione sociale: evitare al Brescia la fine più misera. E non è andato al di là di questo. Lo capisco. Se non sbaglio, in due anni, non ha mai visto una partita del Brescia dal vivo».

Lo aveva pure invitato a Chiavari. Un invito accettato da Gino Corioni il 13 settembre 2014, al primo Entella-Brescia: «A Corioni ero legatissimo - racconta Gozzi -. E lui a me. Nel 2007, quando eravamo ancora nei dilettanti, il suo Brescia fece 2 amichevoli estive con l’Entella: una a Dimaro, in ritiro, e un’altra a Chiavari».

È noto quanto Corioni vedesse in Gozzi la figura giusta per succedergli: «A Dimaro parlammo a lungo. Mi disse: niente ti dà più emozioni del calcio. E tu devi venire a Brescia: come fa uno come te in una squadra d’Eccellenza? Gli risposi: ma guarda che io in B ci porto l’Entella. Aspetta e vedrai».

Sette anni dopo la scalata è completa. E Brescia, nel frattempo, non è più a guida bresciana: «Speravo in Bonometti. Un altro poteva essere Pasini, ma è troppo legato alla Feralpi Salò».

A proposito: industriali dell’acciaio come lo stesso Gozzi e Arvedi con la Cremonese sono arrivati in B: «Pasini ci pensa alla Serie B - rivela Gozzi -. Ma la Lega Pro è di una difficoltà enorme. Noi siamo stati fortunati a essere promossi nell’anno del centenario, il 2014».

E il 13 settembre di quell’anno, a Chiavari, ecco il Brescia: «C’è una bellissima foto, che voi di Bresciaoggi pubblicate sempre: ritrae il sottoscritto con Corioni e Caracciolo, che non giocò quella partita, allo stadio».

Sull’Airone: «Quel giorno mi parlò di Brescia come se fosse New York - assicura Gozzi -. Era sincero, mai visto un simile attaccamento a una squadra, a una maglia, a una città. A Caracciolo auguro di segnare ancora tanti gol, ma meglio per l’Entella che anche stavolta non ci sia».

Sulla partita di domani: «Stiamo migliorando giornata dopo giornata. Questo per noi è un anno di transizione: ci siamo ringiovaniti anche in panchina puntando su allenatore emergente come Castorina. Ma abbiamo ceduto Caputo, l’uomo-simbolo degli ultimi 2 anni, 35 reti. Sarà dura: il Brescia è in forma e noi abbiamo assenze pesanti come Diaw e Luppi».

ANCHE UN ANNO FA Gozzi disse che per l’Entella era una partita difficile. Ma a Chiavari il Brescia andò incontro a una debacle: «Sì, vincemmo noi per 4-0 - ricorda il numero uno del club ligure -. E ricordo un episodio prima della gara. Ero con Rinaldo Sagramola, che durante il riscaldamento disse: stavolta prendiamo una rumba di quelle... Io non ci credevo, rimasi sorpreso da quelle parole. Ma alla fine aveva ragione lui: il Brescia prese davvero una rumba».

Quel 28 ottobre di un anno fa il Brescia si arrese a un avversario più forte: «Eravamo lanciatissimi: Caputo segnava a raffica, ne fece due anche al Brescia. Con quel 4-0 salimmo al secondo posto in classifica. In quel momento ci siamo illusi che il miracolo fosse possibile. A interrompere quel momento magico fu il rinvio della partita con l’Ascoli per terremoto».

L’Entella negli ultimi 2 anni ha sfiorato i play-off: «Ora stiamo crescendo, ma il Brescia è un avversario duro. E Cellino è un uomo di calcio: sono sicuro che farà bene».

Vincenzo Corbetta
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Cremonese
28
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28
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23
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22
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Entella
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Pro Vercelli
18
Ascoli
16
Avellino - Ascoli
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Brescia - Cittadella
1-1
Carpi - Frosinone
1-1
Cremonese - Empoli
1-1
Foggia - Venezia
2-2
Palermo - Ternana
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Parma - Cesena
0-0
Perugia - Bari
1-3
Pescara - Novara
1-0
Pro Vercelli - Spezia
0-2
Entella - Salernitana
0-2