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martedì, 17 ottobre 2017

Colbrelli ancora deluso
«A Bergen tutto storto
È un’occasione persa»

L’arrivo di Sonny Colbrelli: dopo la delusione mondiale c’è il quinto posto al Giro di Toscana (BATCH)

Ha vinto la volata del gruppo giunto staccato dal quartetto che ha dominato la scena nel finale del Giro di Toscana ma la delusione non gli è ancora passata: il professionista valsabbino Sonny Colbrelli, domenica al mondiale di Bergen in Norvegia solo sessantesimo, è stato quinto nella corsa vinta da Stephen Cummings su Egan Bernal, Frederick Backaert e Vincenzo Nibali, ma non ha ancora metabolizzato l’insuccesso patito nella terra dei fiordi.

«SONO MOLTO DELUSO perché ho preparato il mondiale nel miglior modo possibile. Sono stato in altura per fare il pieno d’ossigeno, poi ho ripreso l’attività riuscendo anche a vincere nettamente la Coppa Bernocchi. Pensavo proprio di ottenere un bel risultato mentre invece sono andato in tilt sul più bello. Non riesco ancora adesso a rendermi conto di quello che mi può essere accaduto. Mai come questa volta ero caricatissimo e pronto a giocarmi un piazzamento di prestigio».

Tutto ok alla partenza, tutto preparato a puntino anche Casto dove il fans club con genitori, amici e alpini hanno allestito schermo grande e preparato la festa. Che però non c’è stata: «Mi spiace davvero come non mai perché ero motivatissimo e pronto a dimostrare il mio valore. Il percorso peraltro mi piaceva moltissimo ed anche il chilometraggio era adatto ai miei mezzi. Quando la corsa supera i 220 chilometri riesco sempre a rimanere nelle prime posizioni. Questa volta purtroppo non è andata così. È un peccato perché ho perso una grossa occasione per centrare il risultato della vita. Con un Peter Sagan in queste condizioni non sarei riuscito a vincere, ma lottare per un posto del podio sì. Adesso però devo pensare positivo e dimenticare in fretta la delusione e magari tramutarla in rabbia agonistica per centrare almeno un altro successo prima della conclusione dell’attività».

Dopo il Giro Toscana concluso al quinto posto, domani ci sarà la Coppa Sabatini valida per la seconda prova del Memorial Alfredo Martini. Con questa corsa Sonny Colbrelli ha da sempre un gran bel rapporto, quindi... «Quindi cercherò di rivincerla. Un anno e tre anni fa ci sono riuscito al termine di due prove molto buone. Calare il tris mi piacerebbe un sacco ma ci sono anche gli avversari davanti e primeggiare è sempre difficile. Non nego però di puntare al massimo: quando parto penso solo a correre per vincere».

E CHISSÀ che un’eventuale vittoria non riesca a mitigare la delusione per l’appuntamento fallito: «La miglior medicina è conquistare la medaglia d’oro nella corsa successiva alla quale si viene chiamati a partecipare. Anche le ferite più difficili si rimarginano con il successo. Però non credo di dimenticare in fretta Bergen 2017, anche perché l’anno prossimo a Innsbruck il percorso sarà adatto ai passisti-scalatori e scalatori puri perché ci saranno da scalare una serie di salite con pendenze che andranno a sfiorare il 25%, e dunque per me non sarà certamente semplice».

Qual è allora la strada da percorrere per sanare questa ferita? «Allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi per migliorare sempre di più. La cattiveria agonistica non mi manca, la squadra mi sostiene al meglio e ora tocca a me confermarmi a livello internazionale. Sono giovane e ho ancora tutto il tempo per regalarmi grosse soddisfazioni, ma ogni occasione persa lascia il segno».

La voce non è squillante come il post-gara della Bernocchi. È però tempo di sdrammatizzare e guardare avanti. «Me lo sono detto e ridetto anch’io e sono pronto ad andare a caccia di altri successi di prestigio. Intanto metto nel mirino il tris alla Sabatini, e ringrazio i miei compagni per l’ottimo lavoro svolto in questa occasione». A.M.