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martedì, 17 ottobre 2017

Tappa più difficile:
il velodromo
è «congelato»

A forte rischio l’attività invernale del velodromo di Montichiari: urge la riparazione alla copertura (BATCH)

Velodromo «congelato»: non è solo l’acqua che filtra dal tetto guasto a rendere incerto il futuro dell’impianto monteclarense, ma il possibile blocco totale dell’attività. Dopo la cancellazione dei campionati italiani, sono in pericolo allenamenti dei giovani, degli amatori, la stagione su pista, le gare invernali: tutto davvero a rischio se è vero che in caso di pioggia ogni tipo di attività potrebbe essere sospeso. Una prospettiva davvero da incubo per una struttura unica in Italia e che è sempre stata considerata un fiore all’occhiello del ciclismo nazionale: «Siamo stati costretti a cancellare i campionati italiani - ha detto il presidente federale Renato Di Rocco - e credo sia giunto il momento di prendere in mano seriamente il problema per risolverlo. Anche perchè non vorrei che i nostri nazionali siano costretti ad andare ad allenarsi all’estero».

E TRA COLORO che maggiormente si sono prodigati prima per la realizzazione e poi per lo sviluppo dell’impianto c’è il presidente della Fci provinciale Gianni Pozzani, che però non sempre è stato coinvolto nei recenti progetti del Fassa Bortolo e che adesso non le manda a dire: «Giovedì scorso sono venuto a conoscenza dell’incontro programmato in municipio con l’amministrazione comunale monteclarense, il vicepresidente dell’Fci Michele Gamba, la segretaria generale Maria Cristina Gabriotti e il direttore del velodromo Fabio Perego. Mi sono permesso di mandare un paio di messaggi al vice-presidente per capire se potevo essere in grado di offrire la mia collaborazione ma non mi ha risposto. L’ho chiamato altre due volte al cellulare ma anche in questo caso non ho ricevuto risposta. A quel punto ho capito che la mia presenza non sarebbe stata gradita. Mi spiace pensare che la federciclismo bresciana non venga coinvolta in un momento così delicato del velodromo che credo di aver contribuito non poco per la sua realizzazione. E non è la prima volta che il nostro comitato viene ignorato quando invece sarebbe il caso di coinvolgerlo».

E i campionati italiani cancellati? «Impossibile ormai rimediare - dice ancora Pozzani -. Peraltro qualche giorno fa ho contattato i dirigenti dell’Asd Energy che dal gennaio gestisce l’impianto per cercare di varare un calendario delle corse giovanili indoor. Mi hanno risposto per quale motivo avrebbero dovuto incontrarmi. A quel punto mi sono cadute le braccia e ho lasciato perdere. Ma che perde purtroppo è il ciclismo bresciano e nazionale perché l’unica struttura ciclistica al coperto che c’è in Italia rischia davvero di chiudere. Essendo appassionato di ciclismo spero che venga trovata al più presto la soluzione per porre riparo a questo problema che non fa fare bella figura al movimento ciclistico nazionale e bresciano in particolare».

Pozzani in ogni caso in conclusione lascia aperto uno spiraglio di fiducia per il futuro: «Spero comunque con tutto il cuore che le parti in causa decidano una volta per tutte di mettersi d’accordo, e percorrere insieme la strada che porta alla riapertura dell’impianto con tutti i crismi della regolarità. I tricolori purtroppo sono ormai stati cancellati, ma c’è ancora tempo per orchestrare altre manifestazioni. Occorre senso di responsabilità e un pochino di passione per il ciclismo».