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22 novembre 2017

Sport

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09.11.2017

De Rossi ora suona la carica
«L’Italia? Tecnica e rabbia»

Daniele De Rossi è uno dei senatori azzurri, quello in Russia sarebbe il suo quarto Mondiale
Daniele De Rossi è uno dei senatori azzurri, quello in Russia sarebbe il suo quarto Mondiale

FIRENZE

«Nessuno di noi vuol perdersi questo Mondiale, per Buffon sarebbe il sesto, per altri il terzo, per me il quarto. Io non so se farò un torneo da protagonista, di sicuro so che la mancata qualificazione resterebbe una macchia nella mia carriera. Il Mondiale è un appuntamento che nessuno vuol perdersi, dobbiamo andare in Russia perchè una volta che sei lì poi te la giochi»: la carica di Daniele De Rossi, uno dei grandi saggi di questa Italia attesa dal doppio spareggio con la Svezia tra domani e lunedì.

Può superare Pirlo per numero di presenze azzurre (sarebbero 117) e raggiungere Sandro Mazzola nei gol (22). Ma il record che conta, per De Rossi, è un altro. «La posta in palio è altissima, è un vero dentro o fuori, non superarlo sarebbe una macchia sul curriculum», ribadisce il capitano della Roma, perché il messaggio sia recepito senza equivoci. «Guai sbagliare, bastasse lottare in campo tutti questa doppia sfida potrebbero giocarla, invece serve anche altro oltre al sangue e al sudore: lucidità, rabbia, tecnica, corsa, organizzazione, furore, da mischiare alla nostra esperienza e alla nostra intelligenza».

Non a caso Ventura sta pensando di congelare ogni sperimentazione per affidarsi a buona parte di quell’Italia che 16 mesi fa superò la Svezia all’Europeo: «Non è passato tanto da quella gara in cui vincemmo con fatica, 16 mesi sono pochi per una Nazionale, normale non ci siano stravolgimenti. I ricambi generazionali ci sono ma non è che noi anziani siamo stati rispolverati per l’occasione, siamo sempre stati protagonisti, non siamo dei jolly da giocare per salvarsi», ammicca. «E in ogni caso voglio sperare che a nessuno tremino le gambe, a me non successe quando a 22 anni giocai una finale mondiale, sarà così anche per i miei compagni».

La fiducia di De Rossi per rassicurare e caricare tutto l’ambiente: «Siamo una squadra forte, probabilmente migliore della Svezia, per questo abbiamo grande fiducia. Ma c’è pure quel pizzico di paura che nel calcio di oggi, dove ormai non ci sono più squadre materasso, è quasi necessaria. Ecco perché dobbiamo stare tutti uniti, la gente deve stare vicino a questa Italia, non possiamo chiedere fiducia perché questa va conquistata, però lasciamo da parte i campanilismi: andare al Mondiale è importante per tutto il Paese».

Ci sono partite che pesano più di altre, lo spareggio con la Svezia è fra queste: «Dopo le gare con Albania e Macedonia non c’era il sorriso, ora è il momento per lavorare e pure per sorridere, specie se passeremo», insiste, «solo questo conta. Viceversa ci sarà poco da ridere se non andremo in Russia. Giocare due gare in tre giorni non inciderà, è così anche per i nostri avversari e poi siamo abituati facendo le coppe. Io sto molto attento alla preparazione, inevitabile, ci tengo a fare il quarto Mondiale, devo fare il mio lavoro seriamente». Oltretutto De Rossi è vicino a grandi traguardi: con 117 presenze in azzurro supererebbe Pirlo («un onore», ammette) con un gol raggiungerebbe a 22 Sandro Mazzola all’11 posto tra i marcatori della storia della Nazionale.

«Intanto gli faccio gli auguri per i 75 anni, Mazzola è una leggenda. Nessun paragone anche perchè mai avrei immaginato di essere uno dei centrocampisti più prolifici in azzurro, ad un certo momento della carriera ho cambiato ruolo e segnato di meno rispetto a quando ero mezzala, ma mi ha permesso di migliorare sulle palle inattive». Magari potrebbe accadere domani a Solna: «La Svezia è temibile anche se non trovare Ibrahimovic è sempre un vantaggio. Dobbiamo dare tutto».

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Palermo
25
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0-3
Parma - Ascoli
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Pescara - Pro Vercelli
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