23 gennaio 2019

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02.11.2011

Mandorlini, il debutto è in famiglia


 Rimessa laterale per Matteo Mandorlini sotto gli occhi di papà Andrea
Rimessa laterale per Matteo Mandorlini sotto gli occhi di papà Andrea

Sergio Zanca
VERONA
I Mandorlini non avevano mai avuto occasione di giocare la stessa partita. L'hanno fatto ieri: uno, Andrea, allenatore del Verona; l'altro, Matteo, il figlio, tra le riserve del Brescia, con la segreta speranza di rompere il ghiaccio, e di entrare in campo. Beppe Scienza non lo aveva mai utilizzato, neppure per un minuto, mandandolo spesso in tribuna e portandolo (qualche volta) in panchina, al suo fianco.
Poi si è fatto male Dallamano, uscito tra le lacrime: il dolore del 28enne di Castiglione si è mescolato alla gioia di Mandorlini jr. che, dopo una lunga attesa, ha ricevuto l'ok da Scienza. Il pianto di Simone e l'euforia di Matteo, inserito al 37', chiamato a occupare il ruolo di terzino sinistro. Lui che ha sempre fatto il mediano. Entrando in campo, per la prima volta dall'inizio della stagione, gli pareva di toccare il cielo con un dito. Cosa volete che contasse la posizione?
SOTTO GLI OCCHI affettuosi di papà, pronto ad accompagnarlo nelle sgroppate sulla fascia laterale, anche l'esame diventava semplice e, al tempo stesso, agevole. Il ragazzo sapeva che lo avrebbe seguito con attenzione e, in un certo senso, aiutato, incitandolo con lo sguardo. Nella ripresa, poi, ha finito per correre proprio davanti alla panchina del Verona. Matteo era arrivato a Brescia dal Parma, nell'ambito dell'operazione che ha coinvolto Cordova, Budel e Rispoli. Al termine, parlando in sala stampa, Andrea gli ha regalato una carezza. «Per me è stata una soddisfazione doppia –ha detto l'allenatore-. È come se avessi conquistato sei punti. Matteo può giocare senza problemi. Deve solo avere un po' di pazienza, e aspettare il momento. In cuor mio sapevo che avrebbe debuttato proprio qua. Lo immaginavo, lo speravo. Alla vigilia l'ho sentito fiducioso. Quando è entrato, avrei voluto andare ad abbracciarlo, ma mi sembrava troppo. Così ho aspettato a farlo nell'intervallo. Vederlo giocare è stato emozionante. Come il gol segnato da Pichlmann».
«Magari lo poteva tenere fuori ancora un po'... - sospira Matteo -. Comunque i complimenti di papà mi fanno molto piacere, non era certamente una partita come tutte le altre ed è stato emozionante. Certo, avessimo vinto sarebbe stato il top».

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14
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Cosenza - Ascoli
0-0
Crotone - Cittadella
0-0
Lecce - Benevento
1-1
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0-2
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