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sabato, 21 ottobre 2017

Balotelli incorona
i Palloni e la Perla:
ed è la notte più bella

La serata è illuminata anche senza la sua stella. Lo SVA 10 domina l’auditorium del Vittoriale di Gardone Riviera, gremito: posti a sedere occupati, gente in piedi. È la serata dei Palloni e della Perla di Bresciaoggi, è la serata delle società vincitrici dei campionati e delle coppe, come il Bienno, trionfatore nella Coppa Lombardia di Prima.

Lo SVA 10 è l’aereo con cui Gabriele D’Annunzio ha effettuato il volo su Vienna, nel 1918. Uno sportivo a suo modo, D’Annunzio. E il Vittoriale, con la sua storia e il suo splendore, profuma di calcio. Sissignori: qui è stato inventato il simbolo dello scudetto, quello che la Juve porta ininterrottamente da 6 anni. Quello che Mario Balotelli ha indossato ai tempi dell’Inter.

BALOTELLI è il superospite della serata, presentata dal «nostro» Gian Paolo Laffranchi. Arriva al Vittoriale alle 21,20. La cerimonia è nella fase clou, l’attesa spasmodica. Ci pensa Eugenio Bianchini, presidente dei direttori sportivi bresciani e artefice dell’impresa del Ciliverghe, a rassicurare gli scettici: arriva tra 20 minuti, poi tra 10. Chissà... No, arriva!

Sì, SuperMario arriva davvero e attira su di sè i riflettori. Lo accompagna il fratello Enock, che ha appena concluso la stagione nel Ciliverghe, fresco vincitore dei play-off di Serie D. Ha un look adeguato alla serata di gala: camicia bianca, gilet blu, jeans e mocassini scuri. Uno sportivo elegante. E le uscite di Balo sul palco sono da fuoriclasse. Come quando Giulio Tosini, vice caporedattore e caposervizio dello sport, emozionatissimo, gli chiede «se vincerà mai l’ “altro“ Pallone d’Oro». «Bisognerebbe ammazzare quei due», la risposta di Supermario che scatena risate e applausi dalla platea. Quei due, naturalmente, sono Cristiano Ronaldo e Leo Messi.

Bisogna esserci per descrivere l’emozione di chi è sul palco accanto all’attaccante bresciano del Nizza. Quella ad esempio del direttore di Bresciaoggi Maurizio Cattaneo, che 15 anni fa a Padenghe - era il 14 giugno 2002 -, premiò l’allora Mario Barwuah Balotelli (così recitavano i tabellini) autore della tripletta che consentì al Lumezzane di vincere il Trofeo Bresciaoggi Esordienti: «Volevo uscire sullo 0-2, io odio perdere - racconta SuperMario -, poi feci 2 gol e sul terzo spinsi il difensore contro il portiere e segnai ancora. Dopo 15 anni lo posso dire: era da annullare». Chi ha aspettato un anno per ricevere il suo premio, ora sa che ne valeva la pena: «Io non so se riesco a stare in piedi, non ci credo», balbetta Imed Ouardi, la Scarpa d’oro 2015-16 per i 28 gol con il Castrezzato. E che dire di Luca Paghera, la Scarpa d’oro e il Pallone d’Argento della stagione appena conclusa, 41 reti, che continua a chiedere fino a stare male: «Ma davvero arriva Balotelli?», suo compagno al Lumezzane in C1. E sul palco si porta il piccolo Alessandro, il figlio di 8 anni che gioca a calcio da difensore, che nemmeno ha il coraggio di guardare il campione che consegna il premio, anzi i premi al suo papà.

E I PALLONI: Francesco Galuppini (Oro, Ciliverghe), compagno di squadra di Enock; il «doppiettista» Luca Paghera (Argento, Calcinato); Giambattista Magli (Bronzo, Villaclarense); Martina Rosucci (Brescia Femminile, Perla del calcio). Balotelli premia tutti i finalisti, si emoziona quando, Carramba che sorpresa!, si trova davanti Simone Tarana, che in quel Lumezzane campione di 15 anni fa, faceva l’esterno sinistro e, nella celebrerrima foto di Balotelli portato in trionfo da un altro compagno di squadra, Andrea Bravin, Tarana è al suo fianco e indossa un paio di occhiali: «Con Mario ci siamo sentiti fino a quando è rimasto al Milan, quando è andato all’estero ci siamo persi di vista, ma è lo stesso di sempre: allegro, vero, campione», racconta.

LA SERATA dei Palloni, della Perla e dei cannonieri deve essere anche qualcosa di diverso, «che va oltre lo sport in senso agonistico», dice il direttore di Bresciaoggi Maurizio Cattaneo, accompagnato dall’ex direttore generale della Rai Alfredo Meocci, «perchè la fama del gala del nostro giornale ormai ha varcato i confini della provincia».

Bello celebrare il calcio bresciano con il Brescia Calcio salvo in Serie B e pronto a una collaborazione con il calcio femminile, non il Brescia ma il 3Team. Di buon auspicio premiare Martina Rosucci, rientrata in tempo dal grave infortunio per far consolidare alla squadra del presidente Giuseppe Cesari il secondo posto in campionato che vuol dire Champions League e in corsa per vincere la terza Coppa Italia di fila.

Ed è sempre gratificante, per chi organizza, vedere l’entusiasmo, la commozione anche di chi solo partecipa, condividendo il premio di squadra. Sì, la serata di Bresciaoggi al Vittoriale poteva splendere anche di luce propria. Ma con Mario Balotelli brilla ancora di più.