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17 dicembre 2018

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13.03.2012

Pirlo, il genio dei record Ora è 400 volte grande

Andrea Pirlo: domenica ha giocato la partita numero 400 in serie A
Andrea Pirlo: domenica ha giocato la partita numero 400 in serie A

Il club esclusivo di quelli che hanno collezionato «400» partite in serie A spalanca le porte ad Andrea Pirlo. Un traguardo prestigioso, per il fantasista di Flero, ma anche per i 53 giocatori che prima di lui hanno collezionato un numero così importante di gettoni di presenza: a loro si va ad aggiungere un fuoriclasse assoluto. IL PROSSIMO 19 maggio compirà 33 anni. È stato campione del mondo con la nazionale e d'Europa con il Milan, se dovesse riuscire nell'impresa di trascinare la Juventus - di cui è senza ombra di dubbio l'unico giocatore imprescindibile - allo scudetto, sarebbe l'unico giocatore a bissare il successo tricolore. Una beffa atroce ai rossoneri che un anno fa lo hanno tacitamente scaricato lasciandolo partire come un ferro vecchio. A tutto questo si aggiunge un altro invidiabile primato etnico: è il bresciano col maggior numero di presenze in maglia azzurra con 82 (ha staccato Franco Baresi, arrivato a 81), e occupa l'ottavo posto nella graduatoria assoluta (al comando c'è Fabio Cannavaro, con 136). A MARASSI ha toccato quota 400 di una carrellata iniziata a Reggio Emilia, il 21 maggio '95, 16 anni compiuti da due giorni. Mircea Lucescu lo inserisce al posto di Marco Schenardi, negli ultimi dieci minuti, giusto il tempo di fargli assaggiare la massima serie. «Non vedevo l'ora di entrare - dirà -, anche se il solo fatto di andare in panchina mi aveva emozionato». Una giovane e naturale emozione che Andrea Pirlo sembra aver conservato nel tempo. Gioca ancora con la stessa naturalezza, diverte e fa divertire, ed è rimasto il ragazzo di paese che nella sua Flero, per tutti, è semplicemente Andrea. Nessuno ha mai rotto il ghiaccio così presto: Piovanelli esordì in prima squadra a 16 anni e mezzo, Beccalossi a 16 anni e 11 mesi, proprio come Ugo Locatelli, campione alle Olimpiadi di Berlino e, successivamente, ai mondiali di Parigi del 1938. NEL '96, assieme a Baronio, Diana, Archetti, Campolonghi e Bonazzoli, Pirlo vince il torneo internazionale di Viareggio, battendo in finale il Parma di Gigi Buffon. Dopo la parentesi in B (Edy Reja lo utilizza 17 volte), eccolo di nuovo in A, con Beppe Materazzi e Paolone Ferrario. Andrea colleziona 29 presenze, siglando quattro reti: al Vicenza, all'Empoli, al S.Paolo di Napoli e al Bologna di Roby Baggio, sotto gli occhi di Cesare Maldini, che proprio quella domenica decide di portare il Codino ai mondiali in Francia. Nel '98 il passaggio all'Inter, dove vive un periodo turbolento (quattro cambi di panchina in un anno). Nel '99 il trasferimento a Reggio Calabria. Il ritorno al Brescia, voluto da Carletto Mazzone, che lo imposta nel ruolo di regista arretrato alle spalle di Roby Baggio, gli consente di affermarsi ad alto livello. E i dieci anni col Milan lo portano in cima al mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Zanca
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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Palermo
30
Brescia
27
Lecce
26
Pescara
26
Cittadella
25
Hellas Verona
22
Benevento
22
Perugia
22
Spezia
21
Venezia
20
Ascoli
20
Salernitana
20
Cremonese
19
Cosenza
15
Crotone
13
Carpi
13
Foggia
12
Padova
11
Livorno
10
Ascoli - Cittadella
1-1
Brescia - Lecce
2-1
Carpi - Salernitana
3-2
Cosenza - Benevento
0-0
Crotone - Venezia
1-1
Foggia - Cremonese
3-1
Hellas Verona - Pescara
Palermo - Livorno
1-1
Perugia - Spezia
1-1
Padova - [ha Riposato]