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20 febbraio 2018

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01.02.2018

Un «padre» rigoroso ma garbato

Vicini con Marco Pantani a Ospitaletto in un Memorial Marilena
Vicini con Marco Pantani a Ospitaletto in un Memorial Marilena

Mancherà a chi l’ha conosciuto. Manca già al calcio italiano. Ed è un vuoto tremendo. Azeglio Vicini, un uomo perbene. E non suoni blasfema la citazione dell’avvocato Ambrosoli, che del secolo scorso è stato un eroe. Vicini non ha avuto bisogno di compiere atti di eroismo, ma è stato ed è un esempio da seguire. Perché non ha cercato scorciatoie per eccellere, eppure in alto nel suo lavoro - grazie al suo lavoro - c’è arrivato davvero. Le notti magiche che la sua Italia fece vivere a tutti, nell’estate del ’90, non erano soltanto il frutto dell’estro, del talento di una collezione di grandi solisti diventata orchestra. Azeglio la dirigeva da buon padre di famiglia, qual è sempre stato, riuscendo nell’impresa eccezionale di rendere normale la coesistenza di fantasia-e-imprevedibilità con ordine-e-stile. LA SUA ERA L’ITALIA più bella; anche la più simpatica perché meritava di vincere e non ha vinto, con quell’alone di ingiustizia che rafforza il senso di appartenenza. Un’Italia gioiosa, elegante (Baggio) e ruspante (Schillaci), ma anche (eccome!) rigorosa. Vicini era l’uomo buono al comando. L’ingranaggio gentile che aiutava una federazione potente e ambiziosa a funzionare, a restare all’avanguardia. Il commissario tecnico nato e cresciuto nel vivaio, capace di far fiorire una generazione di talenti. Guerriero genuino, grintoso con garbo, Azeglio è stato per una vita il presidente saggio degli allenatori italiani. Manca all’Italia, che in questo momento nel calcio è fuori da tutto, dai Mondiali e dal concetto di buongusto (si pensi a cosa è stato dopo l’eliminazione storica con la Svezia: teatrini politici, duelli per le poltrone, mesi di chiacchiere condite con niente). E manca al Brescia, la squadra di cui è stato tanto se non tutto: giocatore, allenatore, dirigente. Uomo da matrimoni lunghi nella vita come sul campo, si era meritato i gradi con la V sul petto come ha poi fatto in nazionale, arrivando a stringere la mano a Diego Armando Maradona per poi salire sul podio mondiale fra gli applausi e le lacrime di una nazione. E di tanti amanti del belgioco. NIENTE SCORCIATOIE, mai sotterfugi. Per questo Vicini è stato stimato e profondamente rispettato dai calciatori e dai colleghi. Per questo, pur non essendo nato bresciano, lo era diventato. Era arrivato per ragioni calcistiche, aveva formato una famiglia e messo casa. Aveva trovato tante persone pronte ad apprezzarlo. Aveva mantenuto le radici romagnole e nel suo cuore il gemellaggio tifoso fra Brescia e Cesena era certamente un’appassionata simbiosi. E per quel suo cuore grande, pieno di umanità, è stato, è e sarà tanto amato. Caro a un popolo come quello bresciano, diffidente e schivo, ma che sa davvero ascoltare le parole volentieri, se prima ha visto i fatti. E una folta rappresentanza di questo popolo era in Loggia, il 30 maggio 2016, alla presentazione della sua biografia, fortemente voluta dalla moglie Ines, sempre (ma sempre) al suo fianco, dal figlio Gianluca - che di «Bresciaoggi» è stato prezioso collaboratore, determinante nella stesura del libro - con i fratelli Manlio e Lia. Per Brescia, che l’aveva adottato, Azeglio Vicini era motivo d’orgoglio. Una fortuna, averlo conosciuto. Averne potuto apprezzare l’intelligenza, la sensibilità, il carattere anche lontano da un pallone che rotola. Perché Azeglio Vicini era sempre lo stesso, in ogni circostanza. Limpido, schietto, umile. Coerente e competente. Manca e mancherà, tanto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Empoli
49
Frosinone
49
Palermo
43
Cittadella
41
Bari
41
Venezia
39
Cremonese
37
Parma
37
Spezia
36
Carpi
36
Pescara
35
Perugia
34
Foggia
34
Novara
31
Salernitana
31
Brescia
30
Avellino
30
Entella
28
Cesena
28
Pro Vercelli
26
Ascoli
23
Ternana
22
Brescia - Ternana
3-1
Cesena - Cittadella
0-1
Cremonese - Bari
0-1
Empoli - Parma
4-0
Entella - Pescara
0-0
Foggia - Carpi
3-0
Frosinone - Ascoli
2-0
Novara - Spezia
1-1
Perugia - Palermo
1-0
Salernitana - Pro Vercelli
0-0
Venezia - Avellino
3-1