venerdì, 22 settembre 2017
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21.01.2011

Tarantini, A2A e l'ambiente


 Foto di gruppo finale con gli studenti premiati con il diploma nell'aula magna Tovini della Cattolica FOTOLIVE
Foto di gruppo finale con gli studenti premiati con il diploma nell'aula magna Tovini della Cattolica FOTOLIVE

In Loggia consiglieri di opposizione e anche di maggioranza lamentano la mancanza di indirizzi strategici ad A2A. È accaduto di recente in commissione Partecipate con l'esplosione del «problema dell'acqua» e con il deterioramento delle relazioni industriali, che ha portato i lavoratori allo sciopero di martedì scorso. La risposta del presidente del Consiglio di sorveglianza Graziano Tarantini non si fa attendere: «Quando si compiono delle scelte bisogna essere consapevoli delle conseguenze, non si può volere tutto e il contrario di tutto».
NEL MERITO, «il problema dell'acqua richiede realismo - sottolinea - e impone di individuare le forme di gestione più efficaci all'interno del mercato». In altre parole, liberalizzazione. Tarantini ricorda che a suo tempo Asm scorporò il settore Trasporti in perdita. «Può essere piaciuto o no - dice -, ma una volta che quoti una società in borsa, inneschi un percorso diverso». E non fa mistero che «far quadrare i bilanci è uno dei primi problemi per un'azienda».
Non il solo, tuttavia, e «nel lungo periodo se dovremo continuare ad avere interesse per l'aspetto finanziario dobbiamo lavorare soprattutto per una possibile crescita duratura - aggiunge -, che significa occupazione, formazione, promozione di nuovi talenti, coniugarsi con gli interessi del territorio e dell'ambiente». Il presidente del Consiglio di sorveglianza parla a una platea di giovani che ieri nella sede della Cattolica di via Trieste hanno ricevuto il diploma del master di secondo livello in Sviluppo umano e ambiente proposto dall'Alta scuola per l'ambiente (Asa) diretta da Pierluigi Malavasi. Il «Graduation day» sembra fatto apposta.
Tarantini incita i ragazzi a tener presente che «lo sviluppo è qualcosa di più completo della crescita economica» e «A2A ha dato già un contributo positivo - dice -, oggi compete sul mercato dotandosi di un patrimonio e con una forte missione a formare intelligenze nel Centro bresciano per la formazione, la ricerca e la prequalifica delle aziende». È una lezione dettata dall'esperienza, anche da quella più recente in A2A, «sulla quale non ho mai fatto dichiarazioni in merito al passato perchè parto da quello che ho in mano senza scaricare responsabilità su altri». Con la stessa stella polare invita a considerare lo sviluppo «che è più della crescita economica», la formazione «che è introduzione alla realtà», il lavoro manuale «che sviluppa l'intelligenza». E ad abbandonare l'idea di realizzare qualcosa quando tutto è perfetto, perchè «la vita presenta imperfezioni non colmabili da disegni umani».
È una «lezione» che chiude la festa dei diplomi per 23 studenti della Cattolica, in sintonia con il corso e la «lectio» di Maria Luisa De Natale, ordinario di Pedagogia degli adulti e del lavoro, già prorettore della Cattolica. De Natale sottolinea le dimensioni umane dell'educazione e dello sviluppo, che non si riducono a quanto indotto dalla scienza, dalla tecnica, dall'economia ma «rendono la persona protagonista di un cambiamento che viene dalla presa di coscienza di se stessi».
La relazione tra formazione e lo sviluppo umano - spiega la docente - portano alla promozione di una nuova cultura che «tiene insieme tecniche e valori, e agisce nella quotidianità anche in rapporto con l'ambiente». È un mettere al centro l'uomo e i suoi valori, insomma, come - sottolinea Malavasi - ha voluto fare il master concluso ieri coi saluti non formali del direttore della sede bresciana Luigi Morgano.

Mimmo Varone
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