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09.06.2010

Università: fumata nera per il rettore

Il prorettore Giancarlo Provasi è stato il più preferenziato: 88 voti
Il prorettore Giancarlo Provasi è stato il più preferenziato: 88 voti

Brescia. Sostituire Augusto Preti alla guida dell'Università di Brescia non sarà facile. I risultati del primo turno per l'elezione del rettore non solo confermano le previsioni della vigilia, ma se possibile vanno oltre e certificano una situazione di profonde fratture in seno a Medicina e Ingegneria, le due facoltà più grandi. Dei quattro candidati che hanno dato ufficiale disponibilità, Giancarlo Provasi ottiene 88 voti, Sergio Pecorelli 81, Pier Luigi Magnani 63 e Daniele Marioli 52.
Nessuno si avvicina neanche alla lontana ai 225 voti richiesti nei primi tre turni elettorali. A sorpresa spuntano 10 consensi per Antonio Porteri, decano dei docenti della Statale, e 4 voti vanno pure a Preti nonostante l'invito a non scrivere il suo nome sulla scheda. Altri quattro risultano dispersi su altrettanti nomi, si aggiungono 18 schede nulle e ben 50 bianche. In più, 79 aventi diritto neanche si sono recati alle urne. Se ne riparlerà il prossimo 22, quando scatterà il secondo turno elettorale.
POTEVANO VOTARE 155 docenti di prima fascia, 160 di seconda, 102 ricercatori, 20 rappresentanti degli studenti e 12 del personale tecnico amministrativo, che fanno 449 in totale. Si sono recati alle urne in 370. L'elezione del rettore è ancora lontana. E il costituzionalista Antonio D'Andrea, che da presidente della Commissione elettorale ha seguito le fasi del voto di ieri, parla di «momento di estrema incertezza e delicatezza». La frammentazione dei consensi, le astensioni e le schede bianche o nulle dicono che la partita è ancora in corso. E D'Andrea nota che «lo stesso Magnani ha disertato il voto, forse come scelta tattica in vista di passi futuri».
Quali potrebbero essere è difficile dire. Certo è che le due facoltà più grosse non si mostrano in grado di chiudere la partita. Pecorelli, direttore del dipartimento Ostetrico ginecologico a Medicina poteva disporre di 170 voti della sua facoltà. Ne ha ottenuti solo 81. «Con ogni probabilità - osserva D'Andrea - gli astenuti sono proprio i dissidenti di Medicina». Ma anche la distribuzione dei voti su Magnani e Marioli, entrambi di Ingegneria, dice che la facoltà è divisa.
A questo punto, «non si esclude un trasferimento di blocchi da una facoltà all'altra - osserva D'Andrea -, o che scenda in campo un altro candidato a sorpresa». Ciò che si dà per più probabile è una confluenza dei voti di Magnani su Provasi, che avvicinerebbe fortemente l'attuale prorettore al quorum. Da oggi gli elettori dovranno arrovellarsi sulla quadratura del cerchio.MI.VA.

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