Un targa anche per le biciclette
Egregio direttore, senza alcuna polemica, ma per mero senso di giustizia, ritengo che bisognerebbe finalmente regolamentare le biciclette, dotandole di targa di riconoscimento e soprattutto, assicurazione obbligatoria.Egregio direttore, senza alcuna polemica, ma per mero senso di giustizia, ritengo che bisognerebbe finalmente regolamentare le biciclette, dotandole di targa di riconoscimento e soprattutto, assicurazione obbligatoria.
In effetti, circolando su ruote come tutti gli altri veicoli, non si capisce esattamente per quale (stupida) ragione i ciclisti possano fare anche oggi i loro porci comodi, restandosene del tutto impuniti: e nel caso d'incidente, venga loro solitamente riconosciuta una specie di presunzione di non colpevolezza (o debolezza) nei confronti di chi transita a motore, che non risulta scritta da alcuna parte.
Prima o poi, tale ingiustificata discriminazione (assurdo privilegio) stradale avrà pur da finire: e così, in molti ritorneranno con le staffe per terra e la finiranno di considerarsi dei piccoli padreterni, girando tranquillamente contromano (coi bambini al manubrio), facendo correre il cane sui marciapiedi (a rischio dell'incolumità dei pedoni), parlando al cellulare in mezzo alla careggiata ed uccellando sistematicamente uno dietro l'altro i rossi semaforici (con grave pericolo di intralcio alla circolazione).
Il fatto che costoro siano privi di motore («ecologici», «economici», «sportivi», blà, blà, blà) non significa certamente che debbano godere di qualche speciale precedenza e/o preferenza rispetto agli altri utenti della strada: i quali, tra l'altro, debbono pagarsi sempre tutto, multe comprese.
Perciò, cari miei (numerosissimi ed utilissimi) «onorevoli» di Roma, è ora di darsi una mossa anche in questo campo: ma lo stesso vale pure nei confronti dei cosiddetti «organi accertatori», che finora mi sono parsi piuttosto latenti (se non scandalosamente omissivi).
Livio Gianni Milani
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1 ppertusini 10/01/2012 14:35 6 commenti
Complimenti!Tra poco sentiremo la necessità di regolamentare anche le volte che si va in bagno.Trovo la proposta inutile oltre che insensata: primo perchè prima perchè tra le fonti legislative c'è il buon senso ed inoltre richiamerei tutti ad una maggiore educazione; secondo perchè Brescia è già a rischio per i livelli di PM10 ed è in parte dovuto alle macchine (molte girano inutilmente), pertanto rispolverare la bicicletta non fa male(evitando poi di fare cure dimagranti inutili); terzo perchè l'economia è in crisi e in questo modo si farebbe girare solo quella degli assicuratori (che non ne hanno bisogno).Invito a non confondere la legislazione e la regolamentazione con lo stress da lavoro o da tempi moderni.Impariamo a placare gli animi ed a partecipare alla vita politica in modo costruttivo.Ci stanno già mettendo in crisi con l'evasione fiscale dei big e con un mercato del lavoro inesistente; fatemi il favore di lasciar stare quello che ha sempre funzionato benissimo.