Un targa anche per le biciclette

Egregio direttore, senza alcuna polemica, ma per mero senso di giustizia, ritengo che bisognerebbe finalmente regolamentare le biciclette, dotandole di targa di riconoscimento e soprattutto, assicurazione obbligatoria.
09/01/2012

Egregio direttore, senza alcuna polemica, ma per mero senso di giustizia, ritengo che bisognerebbe finalmente regolamentare le biciclette, dotandole di targa di riconoscimento e soprattutto, assicurazione obbligatoria.
In effetti, circolando su ruote come tutti gli altri veicoli, non si capisce esattamente per quale (stupida) ragione i ciclisti possano fare anche oggi i loro porci comodi, restandosene del tutto impuniti: e nel caso d'incidente, venga loro solitamente riconosciuta una specie di presunzione di non colpevolezza (o debolezza) nei confronti di chi transita a motore, che non risulta scritta da alcuna parte.
Prima o poi, tale ingiustificata discriminazione (assurdo privilegio) stradale avrà pur da finire: e così, in molti ritorneranno con le staffe per terra e la finiranno di considerarsi dei piccoli padreterni, girando tranquillamente contromano (coi bambini al manubrio), facendo correre il cane sui marciapiedi (a rischio dell'incolumità dei pedoni), parlando al cellulare in mezzo alla careggiata ed uccellando sistematicamente uno dietro l'altro i rossi semaforici (con grave pericolo di intralcio alla circolazione).
Il fatto che costoro siano privi di motore («ecologici», «economici», «sportivi», blà, blà, blà) non significa certamente che debbano godere di qualche speciale precedenza e/o preferenza rispetto agli altri utenti della strada: i quali, tra l'altro, debbono pagarsi sempre tutto, multe comprese.
Perciò, cari miei (numerosissimi ed utilissimi) «onorevoli» di Roma, è ora di darsi una mossa anche in questo campo: ma lo stesso vale pure nei confronti dei cosiddetti «organi accertatori», che finora mi sono parsi piuttosto latenti (se non scandalosamente omissivi).
Livio Gianni Milani