Idea alternativa: lo sci di fondo
Gentile direttore, vorrei cogliere questa occasione per rispondere al signore di Milano riguardo i costi «esagerati» che comporta una giornata sulle nostre piste da sci (lettera al direttore del 7 gennaio).Gentile direttore, vorrei cogliere questa occasione per rispondere al signore di Milano riguardo i costi «esagerati» che comporta una giornata sulle nostre piste da sci (lettera al direttore del 7 gennaio).
Mio padre ama spesso raccontarmi di quando era un bambino e andava a sciare. Ai tempi, nel non troppo lontano 1970, lo sci era davvero uno sport di lusso, e lui che viveva in una famiglia composta da una vedova con 5 figli non poteva permettersi il biglietto della seggiovia. Ma questo non gli impediva di sciare e divertirsi. Infatti con i suoi amici facevano «la scaletta», ovvero salivano a piedi la pista con gli sci, per poi finalmente scendere e godersi lo spettacolo di questo sport. Anche l'attrezzatura non era delle più sofisticate; racchette mezze storte, tute di terza o anche quarta mano, sci di legno. Ma anche questo era un dettaglio, perchè si divertivano tantissimo da non pensare nemmeno a quello che avevano, o facevano, gli altri.
Io ho 22 anni e quando ero piccola amavo sciare. La mia attrezzatura era sicuramente più adeguata a quella che aveva mio papà e lo stagionale era offerto ai ragazzi residenti a Ponte di Legno. Ricordo che partivo a piedi, da sola, con gli sci a spalla facendo la strada che portava da casa mia fino alla partenza degli impianti (circa un chilometro) e passavo l'intero pomeriggio a «godermi» quelle piste che ai tempi erano solo cinque. Ma anche a me questo non importava; non mi sfiorava nemmeno l'idea di avere gli sci di quella tale marca, la tuta con i colori di moda o il casco firmato. Non mi interessava nemmeno se c'erano i «montoni» di neve, anzi, era ancora più divertente, e non sentivo il bisogno di dovermi fermare al rifugio per bere una cioccolata o mangiare il panino. Amavo sciare e solo dello sci mi importava.
Però avevo 10-12 anni, e adesso con il senno di poi dò ragione al signore che si lamentava dei prezzi. Sciare, con i costi attuali e la crisi del momento, è un lusso che non mi posso più permettere da un po' di anni. Questo non significa che sia colpa dei gestori del comprensorio, perchè anche loro hanno dei costi di gestione enormi per rendere sempre più appetibile la loro offerta. Ma ho scoperto una variante che ha preso un posto nuovo nel mio cuore: non è fare «scaletta» come faceva mio papà, ma uno sport fantastico e praticamente a costo quasi zero: lo sci di fondo.
La invito a provarlo, almeno una volta, con tutta la sua famiglia. E' faticosissimo ma permette di stare tutti insieme e a contatto con la natura, ti rilassa, non ci sono code agli impianti, non paghi il biglietto e, cosa non meno importante, è ecosostenibile.
Alice Sandrini
PONTE DI LEGNO
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