Quella politica disinteressata
Egregio direttore, volevo ringraziarla per avere pubblicato la lettera del sig. Busi che ricordando Martinazzoli e il suo genuino impegno politico richiamava tutti a seguire un esempio di «politica vera, genuina, disinteressata e legata al proprio territorio».Egregio direttore, volevo ringraziarla per avere pubblicato la lettera del sig. Busi che ricordando Martinazzoli e il suo genuino impegno politico richiamava tutti a seguire un esempio di «politica vera, genuina, disinteressata e legata al proprio territorio». Altro passaggio interessante della lettera è quello dove il richiamo ad una politica che metta al centro di tutto l'uomo risuona come soluzione alla odierna situazione di degrado che ogni giorno ci viene declamata dai media.
Certamente mettere l'Uomo al centro di tutto è sicuramente un passaggio importante, ma non è la sola «medicina» per salvarlo dai suoi limiti, occorre che questo Uomo riscopra la bellezza di possedere una vita che gli è stata donata e proprio perché gli è stata donata può viverla con un a responsabilità maggiore e avere come orizzonte ultimo il desiderio di renderla una pienezza vera per sé e per gli altri.
Tutto questo può accadere se l'Uomo riconosce che questo cammino, questo lavoro, perché è proprio un lavoro, non lo può fare da solo, ma all'interno di una compagnia che lo sostiene e lo sorregge sia nei momenti belli , m soprattutto in quelli dove la fatica, lo scoramento e la delusione la fanno da protagonista.
La verità non è che oggi l'Uomo è peggio di quello di ieri, ma che oggi ha bisogno letteralmente di non sentirsi solo in questa responsabilità, perché la società del tutto subito ha «anestetizzato» il suo desiderio di infinito facendolo accontentare di quello che riesce a possedere:ci siamo ridotti da soli la nostra grandezza. Questo atteggiamento pedagogico non solo aiuta l'Uomo impegnato nella responsabilità politica, ma anche in quella imprenditoriale e, sono pienamente d'accordo con il sig. Busi, che questo nuovo atteggiamento può diventare fattore di una nuova umanità che necessariamente conduce al famoso bene comune. Certo perché questo accada è fondamentale che dopo il grido segua un impegno a prendersi sulle spalle un pezzo di questa responsabilità senza delegarla come è in voga oggi, e succederà l'imprevisto: che altri uomini stupiti da questo modo di vivere si mettano a camminare sulla stessa strada.
Ben venga il richiamo a ricominciare guardando ad esempi umani eccezionali, che possiamo riscoprire sia in una lettura che in persone che oggi operano così, ma ricordandoci sempre che il nostro limite con il quale conviviamo non è ultima parola sulla nostra vita, ma dopo averlo riconosciuto e guardato in faccia ci rilanci nella pienezza di una vita donata e da donare.
A tale proposito ricordo una frase che mi ha molto colpito del cardinale Scola: «Donate la vostra vita prima che il tempo ve la porti via» e vivere così la propria vita non può che cambiare il mondo intero.
Al sig.Busi e tutti quelli che vogliono vivere pienamente la loro vita, giovani e meno giovani, auguro di «non stare tranquilli» e di ricercare altri uomini che abbiano lo stesso desiderio e voglia di ricominciare nonostante «tutto e tutti dicano il contrario».
Paolo Paoletti
BRESCIA
Tweet