La Padania in fondo al tunnel

L'obiettivo è stato raggiunto, abbattere il governo democraticamente eletto dal popolo con un blitz antidemocratico, effettuato e coperto dalle sinistre e dai residui del Bioancofiore, Casini, Rosi Bindi & c., dal già pubblico ministero Di Pietro e da Fini, vero responsabile di questa crisi.
13/01/2012

L'obiettivo è stato raggiunto, abbattere il governo democraticamente eletto dal popolo con un blitz antidemocratico, effettuato e coperto dalle sinistre e dai residui del Bioancofiore, Casini, Rosi Bindi & c., dal già pubblico ministero Di Pietro e da Fini, vero responsabile di questa crisi. Il tutto con la benedizione e regia del presidente Napolitano. La tecnica è stata, più o meno, quella di sempre, ma sempre efficace: screditare e minacciare la controparte, minimizzare ed ingigantire a mezzo stampa le situazioni secondo il proprio tornaconto.
Un esempio per tutti sono le fino a ieri durissime critiche della sinistra e della sua stampa verso il «Parlamento dei Nominati», in cui era minoranza, si sono trasformati in applausi per un «Governo Tecnico» di non eletti, nel quale la sinistra vede un trampolino di lancio verso il potere, che da sempre vuol dire denaro. Potere & denaro, P.D., appunto.
D'altra parte la sinistra ha una lunga esperienza e manualità nella «correzione» del volere popolare, vedi in Ungheria nel 1956, in Cecoslovacchia nel 1968 e via dicendo. Ed i compagni italiani, allora, applaudivano tutti ed alcuni di loro, ancora oggi vivi e vitali, magari in posizioni chiave nei meccanismi dello Stato, hanno fatto e fanno buona scuola alle nuove generazioni di compagni. Qui è dove siamo. E signori che, probabilmente, non sanno cosa sia un tram all'ora di punta in una città parlano di far entrare nuovi immigrati e dare la nazionalità automatica ai loro figli per assicurarsi un bacino elettorale da potere gestire al meglio e, in un Paese di falsi invalidi, quasi tutti concentrati nelle regioni del sud, e baby pensioni, quasi tutte provenienti da Stato e Parastato, parlano di allungare i tempi per godere la pensione degli operai, quasi tutti nelle regioni del nord, che l'hanno guadagnata nelle fonderie o nei cantieri.
La Lega, che si erge oggi a unica forza di opposizione a tutela della democrazia, ovviamente dice no a tutto questo e ribadisce, forte e chiaro, che la medicina base per l'Italia, che già Dante, nel 1300 circa, definiva «bordello» nella sua Commedia (Purgatorio VI, 78) si chiama Federalismo, quel Federalismo che in solidi Paesi europei come Austria, Germania e Svizzera, sviluppa il senso di responsabilità delle amministrazioni locali, combattendo al contempo, sul territorio, sprechi e corruzione. Con il Federalismo si potrebbe inoltre dare maggiore giustizia sociale nel locale per meglio fronteggiare le inevitabili sfide del globale, senza aprire le porte, in maniera acritica, ad una immigrazione che produrrà molti infelici e disoccupati, che dovranno poi essere sostenuti.
Ed a questo proposito ricordiamo che, nel 2010, il Comune di Vobarno ha speso, tra l'altro, tramite i servizi sociali, 57.091 euro per 3 minori italiani, e 242.830 euro per 14 minori stranieri. Considerando che la comunità straniera è oggi a Vobarno il 17% circa della popolazione totale (nel 2003 era il 7,5% circa) si vede chiaramente la sperequazione dei costi di oggi e la prospettiva che ci attende. Perché allora, invece di studiare questi dati, il signor sindaco Carlo Panzera e alcuni membri della sua maggioranza si abbandonano a reazioni scomposte, permettendosi di paragonare le nostre perplessità in materia di immigrazione al trattamento riservato dai nazisti agli ebrei, come avvenuto nella seduta del Consiglio comunale di venerdì 25 novembre? Non lo faccia più, signor sindaco, perché potremmo ricordarle il Patto Molotov-Ribbentrop (23 agosto 1939), i gulag, ecc. Se volesse poi approfondire tutti questi argomenti siamo a sua disposizione; ci sentiamo abbastanza ferrati in materia, magari immeritatamente.
Per concludere, auguriamo Buon Anno a tutti, anche a chi ci combatte. Agli elettori, militanti e collaboratori della Lega un particolare invito a combattere ed aver fede. Alla fine di ogni tunnel c'è sempre la luce, ed in questa luce abbiamo riservato un posto per la nostra Padania.
Giuseppe Ferrari
VOBARNESE, CONSIGLIERE DELLA LEGA NORD E SECONDO DEI NON ELETTI ALLA CAMERA




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