Il potere della voce, dalla tv agli affari privati

Caro Marco, oggi, più che ai tempi della nostra giovinezza, il saper usare un giusto tono di voce è importante
16/01/2012

Caro Marco, oggi, più che ai tempi della nostra giovinezza, il saper usare un giusto tono di voce è importante. Lo deduco dalla serie di convegni che si susseguono sul tema, organizzati per una vasta fascia di persone che usano la voce per così dire come «strumento» di lavoro. Spero che a tali incontri partecipino anche giornalisti delle varie tv e radio, a cominciare da quelli della Rai. Non mi sembra, infatti, si dia molta importanza alla qualità della voce, e alle capacità espressive, di quanti parlano «professionalmente» davanti alle telecamere o ai microfoni.
L'Italia, affermano le statistiche, è sempre più un Paese di anziani. E fra i disturbi dell'età, uno dei più diffusi, è l'abbassamento dell'udito. Ma chi ne tiene conto? Ecco quindi gli speaker leggere notizie come se fossero inseguiti da qualcuno, o dovessero fuggire da una catastrofe. Ecco giornaliste (anche della radio) compiaciutissime dalla propria espressione, modulata come in una recita. Il tema potrebbe essere oggetto dell'analisi di uno psicologo. Non mancano, ovviamente, le eccezioni. Enrico Mentana, ad esempio, oltre a essere giornalista di valore, ha pure il dono di una pronuncia chiara, ben scandita. Per capire quanto dice non serve davvero il soccorso del televideo!
Su «Repubblica» leggo che le banche, le grandi società, l'ordine degli avvocati di Milano, i piloti Alitalia, e persino le stesse istituzioni, investono denaro in corsi di pubblic speaking e comunicazione. Stefania Aoi scrive che Ciro Imparato è un maestro in questa materia: «da vent'anni si occupa di comunicazione insegnando ai manager di mezza Italia a usare la voce con il suo metodo ispirato a Quintiliano e alla sua "Institutio oratoria"».
Una piccola indagine fra i professionisti di pubblic speaking conferma che in questi anni molti di loro hanno aumentato notevolmente il giro di lavoro e, conseguentemente, i guadagni. Persino la Guardia di finanza ha deciso di organizzare corsi per i propri ufficiali al fine di migliorare il rapporto con i cittadini.
Desidero chiudere, caro Marco, tornando al tema e segnalarti che la capacità di modulare la voce fu una delle doti anche di Gabriele d'Annunzio. Sembra che ciò lo abbia favorito soprattutto nelle infinite conquiste femminili. Lo testimoniò una donna che ben lo conobbe, e che gli seppe resistere. E per questo non sospettabile, abituata del resto a essere adulata e applaudita. La grande danzatrice Isadora Duncan, infatti, scrisse a proposito del fascino dell'amoroso Gabriele: «Quando parla d'amore si trasforma al punto da assomigliare ad Apollo e nelle parole sa mettere una così alta carica di convinzione e di passionalità, che sentirsi lodate e vagheggiate da lui diventa, per una donna, una gioia paragonabile a quella che dovette provare Eva nel Paradiso terrestre udendo la voce del serpente!».
Ecco il potere della voce non solamente nell'uso pubblico, ma anche in quello privato. E ben lo sapevano i dittatori. Probabilmente senza aver frequentato nessuna scuola speciale.




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