I tagli per la "casta"? Meglio tenerli d'occhio...
Gentile direttore, recentemente il suo quotidiano si è fatto paladino e ha preso una posizione decisa, molto forte e pienamente condivisibile, contro la casta dei parlamentariGentile direttore, recentemente il suo quotidiano si è fatto paladino e ha preso una posizione decisa, molto forte e pienamente condivisibile, contro la casta dei parlamentari, che, mentre decidevano ed approvavano sacrifici per tutti, tagliando e ritagliando qua e là, avevano, come per caso, sforbiciato dalla pesante manovra anche i pur timidi tagli ai loro larghi introiti ed alle loro grasse prebende. Il giornale, giustamente, affermava che ci stavano elegantemente prendendo per i fondelli e che non dovevano permettersi di «menarci per il naso». I componenti di tutti gli schieramenti hanno però spudoratamente sostenuto che quei fatidici tagli ai loro emolumenti non fossero di competenza del governo, e a quel punto, inspiegabilmente, il governo Monti si arrendeva, accettava le obiezioni senza resistere, benché avesse la possibilità di cambiare le norme, visto che nessuna legge, a detta dei giuristi, glielo avrebbe impedito.
Se Monti avesse proseguito imperterrito, come aveva fatto con le tasse e le pensioni, noi comuni cittadini elettori avremmo potuto constatare personalmente chi non avrebbe voluto tagliarsi i privilegi, uscendo allo scoperto, e sarebbe stata un'occasione irripetibile anche per l'eliminazione di tanti «benefit» ed appannaggi, da satrapi orientali, dei periferici consiglieri regionali, che ormai hanno raggiunto la portata, se non più, di quelli dei centrali parlamentari romani.
La patata bollente, il nostro Super-Mario l'ha lasciata invece ad una commissione parlamentare, che avrà il compito di elaborare una proposta articolata, ma, da che mondo è mondo, come non è possibile lasciare ai capponi l'organizzazione del pranzo di Natale, così, nel chiedere agli stessi parlamentari di provvedere ad eliminare i personali privilegi e le ingiustificate indennità supplementari, sarebbe da ingenui aspettarsi un passo indietro della casta e l'obiettività di decisioni per sè di autolesioniste. Ci hanno fatto capire di essere pronti a ridurre il numero dei componenti del parlamento, di rapportare i loro stipendi alle reali presenze in aula e le pensioni agli effettivi anni di incarico parlamentare, ma come possiamo fidarci, quando si sono quasi sempre protetti trasversalmente perfino quando venivano penalmente inquisiti?
Chiedo perciò agli italiani di vigilare, valutando le scelte e gli interventi delle parti politiche, confrontando i nostri sacrifici con i loro, regolandosi poi alla prossima consultazione elettorale, col dare la preferenza a chi, non avendo avuto intenzione di prenderci in giro, avrebbe potuto forse meritare il nostro voto. Il politico è uno come tutti gli altri, diceva un tale, solo che non lo sa.
Luigi Andoni
MANERBIO
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