La fine delle api, tra pesticidi, bugie e...miele finto

Gentile direttore, la mortalità delle api è in forte aumento e la produzione di miele è conseguentemente in calo; la perdita di alveari nel mondo industrializzato è oggi mediamente stimata tra il 40 e il 60% con punte locali fino al 100%.
18/01/2012

Gentile direttore, la mortalità delle api è in forte aumento e la produzione di miele è conseguentemente in calo; la perdita di alveari nel mondo industrializzato è oggi mediamente stimata tra il 40 e il 60% con punte locali fino al 100%. Questo mi fa ritenere che il conto alla rovescia della loro scomparsa sia purtroppo iniziato e non credo si arresterà perchè non vedo nessuno, tra quelli che ne hanno la possibilità, seriamente impegnato a fare qualcosa di concreto per interromperlo.
È ormai accertato che le api in natura non esistono più, così come non esistono più tanti altri insetti pronubi. L'impollinazione è svolta dalle api degli apicoltori decimate dai veleni e da tutte le degenerazioni ambientali che abbiamo provocato e stiamo provocando, marginalmente e in modo imperfetto anche dal vento e dalla pioggia. Tuttavia non ci dobbiamo preoccupare per la previsione di Einstein, che dava quattro anni di sopravvivenza all'uomo dopo la scomparsa delle api, perchè anche se non riusciremo a salvare le api, io ritengo che questa non si avvererà; saremo paradossalmente salvati dagli Ogm che le multinazionali dei semi utilizzeranno per rendere autofecondi e produttivi tutti i fiori necessari alla nostra alimentazione, rendendo così superflua l'opera delle api.
A rendere le api superflue anche per la produzione di miele (finto) qualcuno c'è già riuscito, ricavando del miele artificiale dal riso e vendendolo anche in Italia come "vero miele italiano" (l'11 giugno 2011 i Nas di Bologna hanno sequestrato ben 47 mila kg di questo miele adulterato che stava per essere venduto nella grande distribuzione e chissà quanto, sfuggito, sarà già sugli scaffali dei supermercati e, non solo, finito nello stomaco di persone ignare e un po' distratte). Non soltanto in Italia. L'autorità sanitaria statunitense (Fed) ha definito l'invasione di questo miele (finto) di origini asiatiche "la più grande frode alimentare mai avvenuta in Usa".
Però in casa nostra le cose vanno diversamente, è lecito pensare che il vergognoso tentativo di giustificare l'abbondante presenza sul mercato di questo miele adulterato abbia motivato la necessità di diffondere le false notizie giornalistiche sull'aumento della produzione di miele e sulla migliorata salute delle api.
Le piante selvatiche purtroppo scompariranno perchè i fabbricanti di semi geneticamente modificati (Ogm) non avranno alcun interesse economico a salvarle; d'altronde non possiamo fare altro che accettarlo visto che non abbiamo ancora fatto niente di concreto per evitare lo sterminio delle api.
La sospensione e la definitiva messa al bando dei neonicotinoidi nella concia dei semi di mais, seppur necessaria, è uno specchietto per le allodole. Questi micidiali insetticidi continuano ad essere usati in silenzio in tutte le colture agricole (mais adulto, ortaggi, frutta, cereali, uva da vino, fiori, ecc.), in tutti gli allevamenti di animali, nel verde pubblico e per proteggere gli animali domestici e i loro padroni dagli insetti fastidiosi. Va ricordato che i neonicotinoidi sono moderni farmaci neurotossici che agiscono, come una droga potente, sul cervello di tutti gli esseri viventi.
Si dice che la speranza sia l'ultima a morire. Speriamo sia vero.
Lodovico Valente
APICOLTORE - BOTTICINO




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