Così «sparisce» mezza provincia
Un recente studio svolto dal Politecnico di Milano (commissionato da Fondazione Cogeme Onlus) su 88 Comuni, dalle colline della Franciacorta alla bassa pianura agricola su un'area di 160.000 ettari con 586.000 abitantiUn recente studio svolto dal Politecnico di Milano (commissionato da Fondazione Cogeme Onlus) su 88 Comuni, dalle colline della Franciacorta alla bassa pianura agricola su un'area di 160.000 ettari con 586.000 abitanti, ha rivelato che tra il 2000 e il 2007 il 20% del territorio è stato urbanizzato, ma con una forte espansione incontrollata. Oltre 4500 ettari di terre agricole, pari al 35% dei suoli dell'intera provincia di Brescia, sono scomparsi sotto il cemento e l'urbanizzato è cresciuto di 3700 ettari (equivalenti, per esemplificare, all'intera superficie del comune di Chiari) con un ritmo di 85 mq al giorno, oppure allo spazio occupato da oltre 90 Fiat Cinquecento ogni ora di cemento.
In Franciacorta, le superfici urbanizzate occupano oltre il 25% del paesaggio con una perdita di 100 ettari di aree agricole all'anno: il risultato è che il 5,22% delle aree agricole disponibili nel 2000 non sono più utilizzabili per la produzione vitivinicola. Ma il prezzo più caro della cementificazione lo stanno pagando i cittadini ed il paesaggio dove vivono, poichè ogni abitante ha perso 260 mq di spazi aperti godibili ed un mq ogni 10 è divenuto impermeabile, con il risultato di una maggiore emissione di anidride carbonica per i soli consumi di suolo che non trattiene più il carbonio.
La qualità della vita che i modelli urbanistici sembravano garantirci non è più un dato certo. I costi individuali, collettivi e ambientali aumentano ed il paesaggio imbruttisce. Le aziende agricole rischiano e l'esposizione ai rischi naturali ed all'inquinamento aumentano.
Occorre recuperare il patrimonio edilizio esistente che è in eccesso, specialmente nei centri storici, e migliorarne la qualità, con particolare attenzione agli spazi urbani, evitando nuovi consumi di suoli agricoli, salvaguardando l'agricoltura ed aumentando la fruibilità pedonale e ciclabile degli spazi aperti rurali.
Tutto questo implica un cambiamento di stile di vita individuale, ma anche delle amministrazioni comunali che devono collaborare mettendo l'ambiente alle prime posizioni. I recenti convegni organizzati da Cogeme a Provaglio con il coinvolgimento dei 20 comuni franciacortini fanno ben sperare al riguardo.
Gianmarco Pedrali
T.C.I.
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