Il dono della parola
Caro Marco, ancora sul tema della voce. Oggi sono considerati assai utili i corsi di «pubblic speaking» e comunicazione. Sembra vengano organizzati in molte città italiane con un crescendo di partecipazioni. Sono frequentati da manager di banche e di grandi società, nonché da professionisti, in particolare avvocati, piloti Alitalia, e da funzionari delle stesse istituzioni. Persino la Guardia di finanza ha deciso di organizzare in proprio corsi per i propri ufficiali al fine di essere meglio capiti e quindi di migliorare il rapporto con i cittadini.
«Abbiamo formato circa 500 comandanti e i loro vice. Adesso abbiamo tenuto un seminario per i sottotenenti dell'Accademia. Per noi è fondamentale che le persone comprendono l'importanza di ciò che facciamo: se il cittadino percepisce l'utilità di pretendere lo scontrino fiscale, al fine della lotta all'evasione, agli sprechi, ne beneficia il Paese», ha dichiarato il generale Giuseppe Bottillo del Comando generale.
Ecco un altro tema di grande attualità che mi porterebbe lontano: quello dell'evasione fiscale. E' sicuramente importante chiedere lo scontrino al bar, quando ci si siede per bere un caffè. Ma più importante ancora è stanare i grandi e i grandissimi evasori, quelli che conducono una vita da nababbi con fuoristrada (vedi Cortina) e motoscafi d'altura che costano milioni e ville ovunque in barba al fisco (e a tutti noi)!
E' sempre valido quanto affermò nel 2007 Tommaso Padoa Schioppa, economista e uomo di governo, uno dei «padri» dell'euro, «un italiano paurosamente intelligente» scomparso proprio un anno fa nel mese di dicembre: «Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute». Molti hanno riso sul fatto che le tasse siano «una cosa bellissima». Evidentemente non hanno compreso il significato morale della frase.
Torno al tema voce. Non so se Aristotele abbia avuto successo nel comunicare il proprio pensiero, grazie anche alla modulazione della voce. Certo è, ad esempio, che anche la capacità di alcuni dittatori ad esprimersi, con toni decisi, decretò il loro successo. E ben ricorderai, a questo proposito, i discorsi di Benito Mussolini pronunciati dal balcone di Palazzo Venezia e da noi ascoltati alla radio. Altri, in tempi recenti - non faccio nomi per carità di patria - hanno tentato d'imitarlo nascondendo la verità dietro le parole con un ottimismo fuori luogo.
Sull'uso della parola - e passo ad altro argomento, ma non troppo - i proverbi sono infiniti. Si va da quelli che invitano a parlare poco a quelli che suggeriscono di anteporre i fatti ai bei discorsi. Alcuni detti sono quanto mai appropriati ai nostri tempi. Te ne cito uno: «Parla poco e ascolta assai e giammai non fallirai». L'espressione popolare dovrebbe far riflettere molti politici che non hanno il dono dell'ascolto ritenendosi superiori a tutti. Senza considerare, come spesso avviene, quanto afferma un altro detto: «I superbi li cacciano anche dal Paradiso».
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