Senso del dovere e responsabilità

Egregio direttore, da diverso tempo vado sostenendo che in Italia è quasi scomparso il senso del dovere e della responsabilità, quindi c'è urgenza di ridisegnare le regole della convivenza civile e sociale, di rivedere ed aggiornare tutta l'organizzazione del lavoro, di investire risorse ed offrire esempi affinché l'approccio dei giovani con il lavoro avvenga attraverso una adeguata preparazione e formazione di base.
24/01/2012

Egregio direttore, da diverso tempo vado sostenendo che in Italia è quasi scomparso il senso del dovere e della responsabilità, quindi c'è urgenza di ridisegnare le regole della convivenza civile e sociale, di rivedere ed aggiornare tutta l'organizzazione del lavoro, di investire risorse ed offrire esempi affinché l'approccio dei giovani con il lavoro avvenga attraverso una adeguata preparazione e formazione di base.
Sono sempre più convinto che la professionalità e l'impegno pratico sono le condizioni essenziali affinché qualsiasi attività lavorativa venga svolta nel miglior modo e possa tornare utile, non solo all'azienda ma all'intera comunità. Insomma, ciascuno dovrebbe sentirsi orgoglioso di svolgere bene il proprio lavoro, di assicurare determinati servizi alla persona. Viceversa, senza preparazione ed un minimo di «amore» per il proprio lavoro i risultati complessivi sono mediocri. Questa dovrebbe essere la regola generale per qualsiasi lavoro o professione. Ma ci sono ruoli dirigenziali, tra l'altro ben retribuiti, che devono essere assunti con piena responsabilità.
Di fronte ad un disastro colposo è essenziale porre sotto accusa la leggerezza con la quale vengono svolti determinati compiti al comando di un aereo o di una imbarcazione, dove coloro che guidano stanno svolgendo la loro alta professione e non possono concedersi momenti di festa, e neppure assecondare richieste rischiose. Ciò va fatto con pieno senso di responsabilità individuale.
Nella vita delle persone ci sono momenti di impegno gravoso, altri di relax e di riposo: basta osservarli nel rispettivo tempo assegnato.
Voglio sperare che si apra una profonda riflessione che porti a definire e condividere alcune regole di garanzia, che diventino una prassi comune esercitando ciascuno il proprio ruolo.
Giuseppe Delfrate
CHIARI




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