A proposito di liberalizzazioni

Egregio direttore, è veramente incredibile come al giorno d'oggi esistano ancora categorie di professioni o commercianti che non vogliano le liberalizzazioni «controllate» delle attività e delle professioni!
25/01/2012

Egregio direttore, è veramente incredibile come al giorno d'oggi esistano ancora categorie di professioni o commercianti che non vogliano le liberalizzazioni «controllate» delle attività e delle professioni!
Sono un agente di viaggi bresciano e mi stupisce come non si voglia capire che le liberalizzazioni possano aumentare il lavoro, la competizione, la concorrenza e gli standard di qualità dei servizi e che le liberalizzazioni possano dare la possibilità ai giovani di trovare un'occupazione e mettere in competizione i prezzi e quindi essere un beneficio per tutti!
Le licenze delle agenzie viaggi sono praticamente liberalizzate da una decina di anni a questa parte e non ho problemi a dire che sicuramente la licenza della mia agenzia viaggi prima della liberalizzazione valeva circa 400.000 euro se ceduta-venduta sul mercato... oggi, dopo la liberalizzazione vale, forse, 50.000! Certo questo non mi rende felice... ma così va il mondo e quindi capisco che se ci sono più agenzie viaggi ci sono anche piu opportunità per il consumatore e più agenzie viaggi ci sono più lavoro c'è per i giovani e questo sarebbe giusto anche per tutte le categorie che mantengono ancora privilegi e i contingentamenti per non dire «monopòli»!
Ma questo non va bene per i taxisti perche secondo me sono miopi nel voler continuare a mantenere regole che sono veramente sballate; prendiamo l' esempio di Brescia: i taxisti se ne stanno ore ed ore (nei loro orari di turno) fermi in alcuni punti di «chiamata» (piazza Arnaldo, piazza Vittoria, la Stazione...) aspettando che qualcuno li chiami o li cerchi... cioè si pretende che la domanda di servizio vada a cercare l'offerta di servizio... che è un concetto antiquato delle regole del lavoro, dell'economia e del commercio! Di fatto a Brescia i taxi sono talmente pochi che a volte bisogna prenotarli il giorno prima per averli a disposizione il giorno dopo... sono talmente pochi che nessuno li usa perchè i prezzi sono troppo alti e nonostante le corsie preferenziali spostarsi da un punto all'altro del ring (da nord a sud o viceversa) della città non costa mai meno di 10 euro e il risultato è che non essendoci concorrenza di taxi, a Brescia i taxi non li usa quasi mai nessuno (penso a quante mamme potrebbero a volte far portare i figli a scuola... penso a quante volte io, come tanti bresciani, spostandomi in città come faccio quando sono a Londra, Parigi, Berlino, New York, Los Angeles o Tunisi o Il Cairo potrei prendere il taxi...).
Altra mia considerazione: per la mia professione viaggio molto e in nessun luogo al mondo c'è una scarsità di taxi come a Brescia o Roma o Milano; tutti sappiamo che in qualsiasi città del mondo basta uscire da un albergo, alzare una mano e nel giro di due minuti hai a disposizione un taxi. In Italia no! Qui da noi è la receptionist dell'albergo che ti deve cercare il taxi e quando lo trova, il taxi dopo 10 o 20 minuti arriva.
Insomma, io penso che si è solo anacronistici e opportunisti nel pensare di dover in tutti i modi difendere le proprie licenze perchè poi qualcuno dovrebbe spiegare a questi signori come fanno i loro figli a trovare lavoro, a crearsi un'attività professionale se tutti vogliamo tenere stretti i pochi privilegi di qualcuno!
O mi chiedo se tutti i titolari di professioni che vivono di privilegi garantiti dalla chiusura alle liberalizzazioni vorrebbero avere mercati come quelli che erano oltre cortina di ferro nel secolo scorso? Forse non pensano che è troppo comodo voler liberalizzare sempre le altre attività e non la propria? Io spero che il presidente Monti finalmente ce la faccia a liberalizzare (con regolamentazione chiara e precisa) tutte le professioni che si battono per salvaguardare solo i propri «miopi» privilegi.
Lettera firmata




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