Avvocato contro lo sciopero
Sono iscritto all'Ordine degli Avvocati di Brescia dal 1957 e sono sempre stato contrario alla pratica del cosiddetto "sciopero degli avvocati"Sono iscritto all'Ordine degli Avvocati di Brescia dal 1957 e sono sempre stato contrario alla pratica del cosiddetto "sciopero degli avvocati", prima di tutto perché per scioperare, in senso tecnico, si deve essere prestatori d'opera dipendenti e, in secondo luogo, perché l'astensione dalle udienze è un comportamento illecito se fatto senza il consenso specifico del cliente. Già per questi motivi, così sommariamente indicati, sono contrario allo sciopero ora annunciato dall'Avvocatura, ma ancor più lo sono se prendo in considerazione la motivazione dello sciopero: protesta per la liberalizzazione della professione.
L'avvocatura è innegabilmente una categoria privilegiata che gode di vantaggi derivanti proprio dalla vecchia legislazione che la regola e che ora viene cambiata introducendo una legislazione più moderna e più simile a quella vigente in tanti altri stati ed abolendo qualche privilegio.
Purtroppo in Italia, per molti motivi storici, è diffusa la cultura del privilegio e così succede che nessuno si stupisca della reazione dei privilegiati ai quali si vuol togliere il privilegio.
Io sento il dovere di dissociarmi pubblicamente e spero che altri lo facciano, perché il nostro paese ha bisogno assoluto di modernizzazione e la modernizzazione non può non passare attraverso un cambiamento di cultura. So benissimo che raccoglierò la disapprovazione di gran parte dei colleghi. Spero solo nessuno dica che ragiono in questo modo perché sono vecchio: mi darebbe ragione.
Avv. Pompeo Anelli
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