Infermieri, un salto di qualità nella normativa
Come qualche lettore ricorderà sono oramai quasi 12 anni che mi batto per l'attuazione dei Servizi e delle Dirigenze di Area per le Professioni infermieristiche, di riabilitazione, tecniche e di prevenzione.Come qualche lettore ricorderà sono oramai quasi 12 anni che mi batto per l'attuazione dei Servizi e delle Dirigenze di Area per le Professioni infermieristiche, di riabilitazione, tecniche e di prevenzione. Insomma esattamente l'opposto di quanto aveva fatto la Regione con l'istituzione dei Sitra, cioè “servizi omnibus” in mano quasi sempre ad una unica categoria, che tutto potevano sembrare tranne che la corretta attuazione della normativa nazionale.
Ora finalmente anche da noi si è fatto un significativo salto di qualità. Infatti, la mozione n°142/11, sui Servizi e le Dirigenze di area, votata a stragrande maggioranza dal Consiglio regionale lombardo lo scorso 17 maggio, ha trovato seguito, pochi giorni fa, in una delibera di Giunta avente come oggetto la “Determinazioni in ordine alle gestioni del servizio socio-sanitario regionale per l'anno 2012”. E' con grande soddisfazione che ai punti 3 e 4 della pagina 5 dell'allegato n. 2 e pagina 30 della delibera si può leggere quanto segue: punto 3 “Valorizzazione, nell'ambito della autonomia organizzativa aziendale, degli incarichi dirigenziali di natura professionale, come previsto dalle disposizioni contrattuali vigenti”; punto 4 “Valutazione della possibilità di istituire, in relazione a particolari complessità delle Aziende Sanitarie, Unità Operative Complesse delle professioni sanitarie, senza oneri aggiuntivi, nel rispetto dei vigenti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e del vincolo di riduzione previsto al precedente punto 3”.
Questo era un passaggio obbligato quanto atteso per vedere la mozione inserita in una norma regionale e, anche se la strada potrebbe essere ancora in salita, la possibilità di superare le logiche anguste dei Sitra si fanno più concrete, magari in alcune realtà sanitarie più sensibili a questa tematica. Indubbiamente un grande risultato, raggiunto dopo anni di sforzi, anche personali, in questa direzione.
Allo stato attuale, secondo quanto deciso, l'istituzione delle unità operative delle professioni sanitarie deve avvenire di concerto tra l'Assessore regionale alla sanità, il Direttore generale alla sanità ed il Direttore generale della ASL o dell'IRCCS. Queste tre figure devono ritenere che sia effettiva la necessità della presenza di unità operative professionali di area in una specifica azienda, senza che l'istituzione delle nuove strutture comporti costi aggiuntivi, cosa questa per altro prevista dalla legge 251/00, istitutiva dei Servizi e delle Dirigenze di area, appannaggio dei soli laureati magistrali con Laurea d'area quinquennale.
Il tutto, come ha chiarito il dottor Giorgio Puricelli, Consigliere Regionale e Relatore del provvedimento, in una situazione delicata di contenimento dei costi ove per l'anno 2012 è prevista una riduzione delle strutture semplici e complesse pari al 10% rispetto al numero delle strutture attivate al 31 dicembre 2011.
Comunque sia, la strada per superare certe astrusità dei Sitra, che in più di una occasione si sono dimostrati incapaci sia di valorizzare le professioni sanitarie che di dare un valore aggiunto al Servizio Sanitario Regionale, è aperta.
Gianni Melotti
BRENO
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