L'Italia si salva anche grazie all'ambiente

30/01/2012

Caro Marco, non credo che il presidente del Consiglio Mario Monti possa avere nei prossimi mesi fra le sue priorità i problemi della salvaguardia del paesaggio. Anche se alcuni provvedimenti per tutelare la Bella Italia potrebbero coniugarsi con la crescita economica. Salvare l'Italia dall'abisso in cui stava precipitando richiede concentrazione d'intenti.
Condivido, in linea generale, la tua idea sul punto focale del conflitto d'interessi nelle località ad alto pregio ambientale. Tuttavia mi sembra possa contrastare, in un certo senso, proprio con il necessario e urgente sviluppo dell'economia, almeno secondo l'opinione di molti, vale a dire di quanti vedono nell'industria del mattone uno dei motori principali di crescita.
Tu, infatti, caro Marco, continui a sostenere che nei territori particolarmente attraenti dovrebbero essere proibite candidature a ruoli municipali di architetti, ingegneri, geometri, e operatori dell'edilizia in genere, per un evidente conflitto d'interessi. Chi è impegnato professionalmente in tale ambito, infatti, cerca di promuovere l'espansione del proprio settore, essendo quella la fonte di reddito. In sostanza un architetto vorrà sempre fare l'architetto e progettare nuovi edifici. E così ingegneri e geometri.
Pur apprezzando la tua idea che in Italia il conflitto d'interessi dovrebbe essere risolto una volta per tutte, anche per moralizzare la stessa vita politica, penso alle obiezioni che potrebbero sorge davanti a una specifica proposta di legge. Innanzi tutto credo non sia possibile vietare candidature a determinate categorie di persone solo per alcune località. Tu stesso, pur non essendo un giurista, comprendi che le leggi devono avere carattere generale.
Il problema della tutela ambientale si risolverebbe automaticamente in parte - almeno per quanto riguarda la questione da te sollevata - il giorno in cui i cittadini considerassero i danni conseguenti nell'avere alla guida di paesi e di città persone che potrebbe trarre personali vantaggi dal ruolo pubblico. In secondo luogo non sarebbero necessarie leggi se i progettisti cercassero di adattare le esigenze dei propri committenti con quelle dell'ambiente, favorendo le seconde rispetto alle prime. Insomma se ci fosse un maggior senso etico e una maggiore responsabilità sociale.
Ti devo anche dire, caro Marco, che alcuni architetti amici miei hanno avuto la coscienza - direi la sensibilità civile - di rinunciare a lavori importanti che però avrebbero danneggiato l'ambiente, rifiutando opere che, comunque, non si sarebbero inserite nel contesto. Forse si tratta di casi rari. Ma esistono.
Quanto poi ai problemi connessi al mondo dell'edilizia, i cantieri potrebbero essere riaperti alla grande puntando sull'adeguamento e la manutenzione dell'esistente e sulla messa in sicurezza di territori estremamente fragili, a cominciare dai corsi d'acqua. Quante periferie, quanti quartieri degradati, non solo di città ma di paesi, dovrebbero essere riqualificati! Un ambiente più gradevole favorirebbe anche la convivenza, il vivere sociale.




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