Traffico, azione su tre livelli

Tre sono i livelli della questione del traffico nelle città.
Un livello, il più interno, è quello delle pedonalizzazioni dei centri.
01/02/2012

Tre sono i livelli della questione del traffico nelle città.
Un livello, il più interno, è quello delle pedonalizzazioni dei centri. Qui l'esperienza è ormai consolidata: i centri chiusi alle auto e trasformati in salotti modificano le città, rendono più facile il passeggio, la circolazione delle famiglie, degli anziani e dei bambini e di conseguenza anche il commercio. Questo, naturalmente, purchè vi siano parcheggi adeguati e trasporti pubblici efficienti e veloci. Non è detto che si debba fare riferimento ad un solo centro per ciascuna città: anche gli spazi centrali dei quartieri meritano la libertà dalle auto.
Il secondo livello è quello della limitazione del traffico automobilistico in entrata alle città, cioè le zone a traffico limitato.
Dopo i dati dell'inquinamento dell'anno appena trascorso si tratta di scelte assolutamente necessarie per salvaguardare la salute dei residenti e di chi lavora e studia nelle città. Il meccanismo tecnico è facilmente praticabile, è quello dei varchi elettronici. Anche qui di certo necessitano ottimi trasporti pubblici, parcheggi capienti, ed anche una viabilità ad anello che consenta di girare intorno alla città.
Il terzo livello riguarda un maggiore utilizzo delle autostrade, in forma obbligatoria e gratuita, per liberare le regioni dal traffico pesante e le città e le loro periferie dal traffico pendolare. Basterebbe una legge semplice, che modificasse in questo senso i contratti delle concessioni autostradali.
È troppo chiedere questo per salvare la salute di tutti noi? Inoltre, il protocollo di Kyoto ci chiede soluzioni che riducano l'utilizzo di combustibili fossili, e queste sono alcune fra le soluzioni possibili.
Lorenzo Picunio




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