I diritti «negati» alla Polizia locale
Egregio direttore, esprimo la mia più profonda commozione per la morte dell'agente di Polizia Locale di Milano, Nicolò Saverino, barbaramente ucciso dal Suv condotto dal nomade slavo arrestato in Ungheria.Egregio direttore, esprimo la mia più profonda commozione per la morte dell'agente di Polizia Locale di Milano, Nicolò Saverino, barbaramente ucciso dal Suv condotto dal nomade slavo arrestato in Ungheria.
L'appello che mando è per sensibilizzare le istituzioni affinchè il sacrificio umano di Nicolò possa portare ad una serie di riforme e tutele che la Polizia Locale attualmente non ha: è assurdo che nel 2012 i compiti della Polizia Locale, da tempo uguali a quelli delle altre forze dell'ordine, non abbiano le stesse tutele previdenziali e giuridiche delle forze di polizia nazionali.
Inanzitutto è scandaloso che la Polizia Locale non abbia diritto alle tutele previste dalla causa di servizio eliminata dall'ultima legge finanziaria del governo Monti (art. 6 legge 201/11); se l'agente Nicolò fosse stato sposato con figli, la moglie non avrebbe goduto della reversibilità pensionistica familiare che spetta ai Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Forestale e Penitenziaria, Capitaneria di Porto, per chi muore in servizio per l'adempimento del proprio dovere; la Polizia Locale non gode di alcun beneficio previdenziale e contrattuale come le altre forze dell'ordine, nonostante l'operato sia quotidianamente in strada tra mille pericoli e decine d'aggressioni fisiche, alcune invalidanti, e nonostante le leggi nazionali diano un maggior potere dei Sindaci in materia di sicurezza urbana.
Manca l'anno figurativo pensionistico ogni 5 anni di servizio di cui godono Carabinieri e Polizia di Stato; manca la cosa più importante e cioè la separazione del contratto di lavoro con gli altri dipendenti comunali, che non hanno nulla a che vedere con le mansioni svolte dagli agenti di polizia locale; manca l'accesso alla banca dati Sdi del ministero dell'Interno, uno strumento che porterebbe ad una maggiore sicurezza per gli agenti che tramite il terminale avrebbero informazioni utili nell'identificare i soggetti in strada; la Polizia Locale deve pagare ogni collegamento alla motorizzazione e all'Ania per avere informazioni sui veicoli controllati, i Carabinieri e Polizia di Stato non pagano nulla.
La Polizia Locale sta aspettando da oltre dieci anni una riforma che la porti ad unificare il servizio ad un organico di almeno 15 agenti (unificare in distretti e in sedi distaccate darebbe una maggiore copertura territoriale soprattutto in paesini piccoli e remoti e un risparmio economico non indifferente); manca una regolamentazione della divisa d'ordinanza che deve essere unica in tutta Italia e non diversa in ogni regione; manca la possibilità d'avere sedi autonome con servizi igienici idonei per chi lavora tutto il giorno in strada, respirando smog e altre sostanze nocive; manca il rispetto delle direttive europee che ordina d'unificare le forze di polizia in due uniche forze, quali: una Polizia Nazionale e una Polizia Locale o Regionale.
Una cosa sola è certa per il servizio di Polizia Locale: le continue pressioni da parte della cittadinanza di una maggiore presenza e controllo della viabilità, sempre più difficile da gestire per un'arroganza e prepotenza che sta prendendo il sopravvento sulle nostre strade.
Il sacrificio di Nicolò non deve essere dimenticato e il lavoro degli agenti Locali deve essere valorizzato e riconosciuto, affinchè il cittadino sia tutelato da una forza di Polizia Locale unica nel proprio lavoro per coraggio e dedizione.
Nessuno vuole fare concorrenza alle altre forze dell'ordine e nessuno vuole immolarsi in sceriffi e giustizieri, ma chiediamo solo il riconoscimento sacrosanto di diritti che spettano a chi rischia la vita ogni giorno in strada, ogni giorno luogo sempre più difficile e pericoloso.
Ivan Massimini
BRESCIA
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