Troppe scelte senza senso

Sono avvocato da venti anni, ma non ho mai aderito agli scioperi proclamati dalla mia categoria, non condividendo l'utilizzo da parte degli avvocati di tale strumento, e talvolta anche la motivazione.
03/02/2012

Sono avvocato da venti anni, ma non ho mai aderito agli scioperi proclamati dalla mia categoria, non condividendo l'utilizzo da parte degli avvocati di tale strumento, e talvolta anche la motivazione.
Non ho alcuna ostilità contro il governo-Monti. Quando è entrato in servizio per me è stato come respirare una boccata di aria fresca dopo troppi anni di aria viziata.
La prima dolorosa manovra “salva-Italia” conteneva degli elementi di forte ingiustizia. Però si dice che il medico pietoso fa la piaga purulenta. Il medico chiamato al capezzale dell'Italia è stato impietoso, ma forse la ferita ha iniziato a rimarginarsi.
Credo che ora però con il decreto “cresci-Italia” il Governo Monti si sia fatto prendere un po' la mano, e che sia stato spinto più da scelte ideologiche - chiamiamola “ideologia bocconiana”- piuttosto che da vera ponderazione degli interessi del Paese.
L'abolizione delle tariffe per i professionisti, ad esempio, non dà alcun vantaggio alla collettività, complica la vita ai professionisti che di solito impegnano il loro tempo a svolgere il loro lavoro e non a fare preventivi e parcelle, probabilmente aumenterà anche il contenzioso giudiziario che dovrà risolvere le liti tra il cittadino e il professionista. Parlo degli avvocati, categoria cui appartengo, ma credo che il discorso valga anche per le altre professioni ordinistiche.
Di solito l'avvocato e il cliente si accordano sul dovuto. L'avvocato ha interesse a non perdere il cliente, e magari a fare in modo che il cliente parli bene dell'avvocato con i suoi conoscenti. Finora se l'avvocato e il cliente non andavano d'accordo, l'avvocato presentava la sua nota-spese al suo ordine professionale, elencando le sue attività e le corrispondenti voci della tariffa professionale (deliberata con decreto ministeriale), e ne chiedeva un giudizio di congruità. L'ordine professionale dava solo un giudizio di congruità, ma non era l'ordine professionale che condannava il cliente a pagare il dovuto. Se persisteva il contenzioso tra avvocato e cliente, l'avvocato promuoveva azione legale contro il cliente, e poi era il giudice che decideva quanto era dovuto al professionista.
Ora il decreto cresci-Italia abroga le tariffe. Il professionista deve fare un preventivo al cliente prima di iniziare la prestazione, indicando la complessità dell'incarico, e le informazioni utili sugli oneri ipotizzabili. Ma i nostri ministri hanno presente quale è la vita di uno studio professionale? A quali urgenze bisogna fare fronte? Se un avvocato è nominato difensore da un detenuto e va in carcere dal cliente, deve andarci con il preventivo? E se il cliente arriva negli ultimi giorni di scadenza con un decreto ingiuntivo da opporre, l'avvocato deve impegnarsi più a stendere un preventivo o ad opporre tempestivamente il decreto ingiuntivo? Avere dei parametri oggettivi, come le tariffe (decise dal Ministro e non dagli avvocati!), è una cosa brutta, o è un limite all'arbitrio?
Togliere l'obbligatorietà delle tariffe ha un senso (anche se la maggiore parte degli avvocati ritiene utile anche fissare l'inderogabilità dei minimi), abrogare le tariffe tout court (e rendere nullo ogni riferimento ad esse) non ha alcun senso! Anche perché le tariffe erano anche un limite oggettivo alle pretese dell'avvocato. Ricordo che qualche tempo fa una nota avvocatessa di Milano, divorzista delle dive, aveva subito una grave sanzione disciplinare dal suo ordine di appartenenza per avere ecceduto nella parcella. Togliere il riferimento alle tariffe è poi grottesco quando i costi dell'avvocato deve pagarli la controparte del cliente. Quali costi si addebiteranno al debitore che non paga il suo debito quando devi notificargli l'atto di precetto? Dei costi certi, previsti normativamente, o quello che passa nella testa all'avvocato? E se un avvocato è stato nominato arbitro per risolvere una lite, che compenso esporrà nel lodo? Un compenso parametrato a valori oggettivi, o quello che gli passa per la testa? Tra l'altro già fino ad ora il cliente poteva chiedere un preventivo all'avvocato, e dunque il decreto cresci-Italia pare avere reso obbligatorio quello che finora era facoltativo. Dobbiamo considerare ciò una “liberalizzazione”?
Che senso ha poi prevedere una nuova srl per under 35? Avere uno schermo societario nello svolgimento di una attività economica è una cosa seria, che non può essere banalizzata. Proprio in questi giorni sono stati pubblicati i dati delle congruità delle dichiarazioni dei redditi. Quelle delle srl sono non-congrue in numero maggiore di quelle di artigiani, professionisti, ditte individuali. E noi permettiamo di creare srl senza costi di avvio? Sarà un volano per l'economia o uno strumento per evadere il fisco? Non si presterà ad essere usata da chi utilizzerà i giovani figli per avviare società senza costi? E magari anche da chi è solito aprire srl per fare fatture false e altri giochini, che magari poi convincerà i suoi giovani figli a creare le nuove srl-under-35 a costo zero, per poi fare - magari a loro insaputa - gli stessi giochini?
Mi pongo poi altri dubbi su altre “liberalizzazioni” (taxi, orari dei negozi, aperture domenicali) perché ho sempre ritenuto che è il lavoro per l'uomo e non l'uomo per il lavoro, ma non entro nel merito.
Però vorrei concludere con una chicca, per ora sfuggita ai più. Grazie al decreto cresci-Italia, se subisci un incidente all'auto, l'assicurazione ti può dire che te la ripara lei. Se tu però vuoi ripararla da un tuo carrozziere di fiducia il danno ti viene risarcito con una decurtazione del trenta per cento. Dunque non lavoreranno le officine e le carrozzerie più stimate dai cittadini, ma quelle che più si ammanicheranno con le compagnie assicurative, magari perché a Natale portano un cesto natalizio a chi accredita la carrozzeria presso la assicurazione. Il cittadino non potrà più scegliere il suo carrozziere, pena la decurtazione del trenta per cento del risarcimento.
Anche questa dobbiamo chiamarla “liberalizzazione”?
avv. Fabio Negrini
BRESCIA




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