Crisi e «follie» di Sanremo
Agli Italiani il governo Monti richiede sacrifici: ce n'è per tutti, dai pensionati ai professionistiAgli Italiani il governo Monti richiede sacrifici: ce n'è per tutti, dai pensionati ai professionisti. Ma siamo consapevoli che s'hanno da fare, perché l'Italia possa non finire come la Grecia.
Mi chiedo, però, quali potevano o, se preferite, dovevano essere le reazioni alla notizia che Celentano si era accordato con la Rai per la sua partecipazione straordinaria al Festival di Sanremo. La notizia sta nei termini dell'accordo: il ragazzo della via Gluck si sarebbe "accontentato" di 350 mila euro ad apparizione, con un massimale di 750 mila euro per tre serate. Il tutto per dieci minuti a serata, che rendono il suo compenso una cifra sbalorditiva. Cosa avremmo dovuto chiederci? Ma Sanremo ci ha ormai abituato a simili "follie", basti pensare ai capricci della Ecclestone, una delle vallette di Gianni Morandi, che fortunatamente rimarrà a casa sua e ci farà risparmiare.
Ma, tornando alla notizia, per fortuna che l'Adriano nazionale ha dimostrato di essere più assennato dei dirigenti Rai, che gli avevano riconosciuto il compenso, annunciando di devolverlo interamente (lui stesso salderà le tasse dovute) in beneficenza in parte ad un ospedale di Emergency ed in parte a famiglie in condizioni di assoluta povertà segnalate dai sindaci di sette città italiane, da lui stesso contattate.
Davvero una decisione intelligente perché mai e poi mai vorrei credere che sia stata presa sull'onda delle critiche levatesi da più parti, riuscendo in tal modo a volgere in positivo quanto all'audience delle serate festivaliere sanremesi un caso che avrebbe potuto influire negativamente sull'immagine di un personaggio abituato a far parlare di sé.
Luigi Cavalieri
DESENZANO DEL GARDA
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