"Togliere il crocifisso? Attentato alla democrazia"

Gentile direttore, tra le molteplici repliche alla mia lettera in favore dell'esposizione del crocifisso negli edifici pubblici, mi preme fare alcune considerazioni, tralasciando di ribattere a talune affermazioni totalmente cristianofobiche che ritengo immeritevoli di attenzione.
07/02/2012

Gentile direttore, tra le molteplici repliche alla mia lettera in favore dell'esposizione del crocifisso negli edifici pubblici, mi preme fare alcune considerazioni, tralasciando di ribattere a talune affermazioni totalmente cristianofobiche che ritengo immeritevoli di attenzione.
Che lo Stato sia anche di chi non crede, sono io il primo a ribadirlo. Lungi da me l'idea di creare uno Stato confessionale o di imporre la religione alle persone. Nel mio precedente articolo mi sono limitato a difendere il diritto delle maggioranze di portare la propria visione e concezione dello Stato anche nelle istituzioni comuni. Le minoranze hanno il diritto di non essere oppresse, hanno il diritto di manifestare liberamente le loro posizioni, di associarsi pacificamente. Ma nessuna minoranza ha mai, in democrazia, il diritto di reprimere le scelte della maggioranza.
Se un popolo vuole esporre un simbolo religioso, non glielo si può impedire, nel contempo i culti minoritari hanno comunque il diritto di professare liberamente la propria fede. Nessuno è offeso da questo, ritengo invece offensivo togliere il simbolo del crocifisso. Offensivo verso la fede, la speranza e la tradizione della nostra gente. Un vero attentato alla democrazia impedire l'esposizione di un simbolo voluto dalla stragrande maggioranza degli italiani.
Mi stupisce poi il fatto che il taluno si focalizzi sul fatto che l'esposizione del crocefisso è disciplinata da regi decreti sorti in epoca fascista. Il fascismo è stato un periodo di venti anni della storia di questo Paese, condannato dalla storia e dalla Costituzione. Il crocefisso rappresenta invece la storia millenaria dell'Occidente cristiano, tutelato dalla Costituzione e dai Concordati tra l'Italia e la Santa Sede.
A chi sostiene che gli italiani non sanno perchè il crocifisso sia esposto rispondo che - a mio parere - si tratta di affermazione del tutto inveritiera. Gli italiani hanno perso fiducia in molte cose, forse ignorano anche in gran parte (come dimostrato dalle statistiche) la storia repubblicana. Ma così come il popolo ha sempre meno fiducia in questo Stato centralista, nei falsi valori sbandierati da una classe politica ingorda ed oppressiva, tanto più questo stesso popolo ha sempre maggiore necessità di ritrovare le tradizioni ed i sentimenti della propria terra intrisi nella nostra cultura. La gente non crede più in alcun politico, non crede più ad un governo di burocrati, non accetta l'imposizione di un presidente del Consiglio non eletto ed in palese stravolgimento degli esiti del voto, ma questa massa di scontenti chiede e pretende di affidarsi alla propria fede e alla propria storia. Il popolo chiede a gran voce il crocifisso e mai la Lega permetterà di calpestare la volontà del popolo.
Matteo Rinaldi
SEGRETARIO CITTADINO LEGA NORD BRESCIA




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